Agnadello, 30 gennaio 2026

(Gianluca Maestri) Una quindicina di pioppi cipressini abbattuti fra il parchetto Moroncina, l’area cani di via Rivolta e l’area verde interna alla piazzola ecologica il gruppo di minoranza consiliare Comune Democratico lancia l’allarme.

“Dalle numerose foto che abbiamo scattato a ceppi, tronchi e rami dopo l’ultimo passaggio della motosega del comune - spiega il capogruppo consiliare Giovanni Calderara, - si rileva che soltanto due o tre pioppi cipressini presentano un interno non integro, presumibilmente intaccato da malattie fungine o parassiti. La maggior parte dei ceppi e dei tronchi affettati dalla motosega ha invece un aspetto sano, massiccio, rassicurante, tipico delle piante adulte ma ancora giovani, se rapportate alla loro longevità standard. Quindi perché abbatterle?”

Secondo la minoranza le avvisaglie di quello che sarebbe successo al verde comunale risalgono al settembre 2019, “Quando la prima amministrazione guidata dal sindaco Stefano Samarati ordinò l’abbattimento dell’intero filare di pini domestici del vialetto del cimitero in ragione del fatto che uno di essi non aveva resistito ad una forte raffica di vento, tipica di quegli eventi estremi causati dal cambiamento climatico”. “I ceppi dell’intero filare, testimoni dello stato di buona salute dei pini abbattuti -precisa Calderara-, sono ancora lì, dove i pini erano stati piantati, in attesa di fresatura e della messa a dimora di piante sostitutive, come prevedeva una norma del Pgt vigente al tempo dell’abbattimento. Dal 2019 in poi la motosega comunale non ha mai cessato di mietere vittime, impoverendo la qualità dell’ambiente. Le giustificazioni addotte sono le più svariate. Certo, tutto questo ha un costo che le precedenti amministrazioni hanno assorbito senza piangere miseria, soprattutto senza calcolarlo su atti amministrativi sbagliati, come ha fatto recentemente il sindaco. Ci sarebbe da riderci sopra, se la somma di queste superficialità amministrative non sfociasse nell’indiscriminato sfoltimento del patrimonio boschivo, che, fino a prova contraria, non è di proprietà del sindaco pro tempore né dei suoi pretoriani, ma di tutti gli agnadellesi, sicuramente più propensi a respirare aria ben ossigenata piuttosto che impregnata di polveri sottili”.

Samarati non intende replicare.