Il Ds gialloblu Gabriele Bolis
Crema, 15 maggio 2026
(Dario Dolci) Nella stagione appena conclusa è stato adottato in via sperimentale; dalla prossima entrerà in vigore a tutti gli effetti.
Stiamo parlando del Salary Cap, introdotto dalla Lega Pro per cercare di evitare spese fuori controllo da parte dei club. A spiegarne il funzionamento è il direttore sportivo della Pergolettese, Gabriele Bolis: “Il Salary Cap è il rapporto tra il valore della produzione, vale a dire i ricavi della società e gli emolumenti da pagare ai calciatori. Stipendi e premi non possono superare il 50% del valore della produzione”. Per farla breve, una società che introita due milioni di euro, può pagare la sua rosa fino a un massimo di un milione; se sfora, viene multata. “Nel Salary Cap – spiega Bolis – rientrano solo i giocatori della prima squadra. Lo staff tecnico, fino a una certa cifra è escluso”.
Il valore della produzione è determinato dal bilancio che verrà depositato entro il 30 giugno e che comunque verrà comunicato dalla Lega ai club. “In questa stagione appena conclusa – precisa il ds gialloblu – la Pergolettese era già in regola con il Salary Cap, nonostante fosse solo sperimentale. Considerato che le cifre per la prossima stagione non si discosteranno molto, non credo che avremo problemi a rientrare nei parametri fissati. Per aumentare il monte ingaggi, le società dovranno far leva sugli sponsor. Saper fare marketing diventerà fondamentale”.
Per quanto concerne la rosa della prima squadra, le regole per la prossima stagione vedono la possibilità per i club di avere in lista 23 calciatori professionisti, di cui un massimo di otto prestiti da società di serie A o B. A questi, si devono aggiungere under Under che abbiano alle spalle almeno tre annate nel proprio settore giovanile. “Per gli Under cresciuti in casa, fino all’annata 2007 – specifica Bolis – non è obbligatorio il contratto di apprendistato, almeno fino al raggiungimento della decima presenza. Da chi è nato dal 2006 scatta il contratto da professionista”.
Una novità per la prossima stagione è l’incidenza dei calciatori classe 2004 sul minutaggio. “Il loro quoziente – conclude il ds gialloblu - si abbassa dall’80% al 60%. L’anno prossimo per i 2005 scenderà al 40% e tra due anni i 2006 non faranno più minutaggio”.