Lodi, 23 gennaio 2026
(Andrea Biraghi) Il Comune di Lodi prende posizione sul progetto Città 30 e si schiera al fianco dell’amministrazione di Bologna, dopo la recente sentenza del Tar che ha chiesto un rafforzamento della motivazione amministrativa del provvedimento, senza però metterne in discussione gli obiettivi di fondo.
Secondo l’amministrazione lodigiana, il pronunciamento dei giudici non rappresenta una bocciatura del modello, ma un passaggio che spinge gli enti locali a strutturare in modo ancora più solido i propri atti. In questo quadro si inserisce il sostegno espresso da Palazzo Broletto al percorso intrapreso dal capoluogo emiliano.
"La recente sentenza del Tar non mette in discussione la bontà del piano, ma semmai rappresenta uno stimolo a fare meglio. È importante, ora più che mai, tenere dritta la rotta", ha sottolineato l’assessore alla mobilità Stefano Caserini.
L’esperienza di Bologna viene indicata come un riferimento significativo sul piano della sicurezza stradale. I dati diffusi dal comune emiliano mostrano come l’introduzione del limite generalizzato a 30 chilometri orari abbia contribuito a salvare 17 vite e a ridurre di 348 il numero dei feriti sulle strade.
Numeri che, secondo l’amministrazione lodigiana, confermano come la riduzione della velocità media nei centri urbani possa incidere in modo concreto sull’incidentalità. La sicurezza stradale, viene ribadito, non riguarda solo il contrasto a furti e rapine, ma anche — e soprattutto — la prevenzione degli incidenti.
A Lodi, l’estensione delle zone a 30 km/h è stata costruita con un approccio differente rispetto a Bologna, basato su valutazioni puntuali strada per strada, tenendo conto della presenza di scuole, attraversamenti pedonali, flussi di traffico e caratteristiche del contesto urbano. Un’impostazione che l’amministrazione considera solida anche sotto il profilo giuridico.
Dal comune arriva infine l’auspicio che, a livello nazionale, venga rafforzato il supporto alle amministrazioni locali chiamate a gestire politiche di sicurezza stradale sempre più complesse. L’obiettivo dichiarato resta quello di rendere le città più sicure e vivibili, in particolare per pedoni e ciclisti.