Crema News - Crema - Dateci un commissariato nuovo L'ecomostro di via Indipendenza

Crema, 06 gennaio 2026

Il sindaco Fabio Bergamaschi ha annunciato l’invio, nei prossimi giorni, di una comunicazione ufficiale al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per avanzare una duplice richiesta: il rafforzamento dell’organico del commissariato di Crema e l’avvio di un percorso per la realizzazione di una nuova sede del commissariato, più adeguata alle attuali esigenze operative.

"La sicurezza – dichiara il Sindaco Fabio Bergamaschi – passa certamente da una pluralità di attenzioni e di fattori. C’è una dimensione sociale ed educativa, soprattutto rispetto ai fenomeni di microcriminalità, in particolare giovanile, ma c’è anche un tema fondamentale che riguarda il presidio del territorio. Questo si realizza attraverso strumenti come la videosorveglianza, che stiamo progressivamente estendendo, ma soprattutto attraverso la presenza concreta di uomini e donne sul campo".

Accanto alla richiesta di un rafforzamento immediato dell’organico, il primo cittadino intende portare all’attenzione del Ministero anche la necessità di un investimento strutturale sulla sede del commissariato, attualmente non più adeguato alle esigenze operative.

Il sindaco ha inoltre evidenziato il confronto positivo già avviato con il Senatore Ancorotti, che ha manifestato disponibilità a supportare l’interlocuzione con il Ministero dell’Interno, tanto per il potenziamento del personale, quanto in particolare per verificare la possibilità di un contributo a fondo perduto per la realizzazione della nuova sede, sul modello di quanto già avvenuto per altri presìdi dello Stato, come la caserma dei vigili del fuoco.


(dir) In merito alla richiesta al ministero, che ci ha messo mano e soldi nella caserma dei pompieri, stiamo attendendo la nuova caserma da 14 anni, quindi, se i tempi sono questi, Dio ce ne scampi. Inoltre, per il nuovo commissariato bisognerebbe ricordare che era già stato individuato parecchi anni fa nella costruzione di viale Indipendenza, angolo via Lago Gerundo, oggi ecomostro di proprietà di una banca, messo all'asta recentemente. Allora la trattativa si era arenata perché l'offerta era tre milioni di euro, mentre la la domanda era di cinque. Non se ne fece nulla, arrivò il fallimento e lo stabile, nonostante numerosi tentativi, è ancora lì. Perché non acquistarlo e sistemarlo? Se andava bene allora, può andar bene anche oggi. Si noti ancora che con i soldi che il ministero paga di affitto, in meno di vent'anni ripagherebbe le spese di acquisto e di sistemazione dell'ecomostro (che peraltro ha un parcheggio di una settantina di posti).