Dal territorio, 30 gennaio 2026
(Annalisa Andreini) La verza, ortaggio tipico della stagione invernale( anche autunnale) ha diverse proprietà benefiche e una grande versatilità sulla tavola, dalle ricette più facili a quelle più complesse, passando per la tradizione.
La semplice verza in padella, frequente nelle tavole del Nord Italia (una base di olio e aglio e, volendo, anche peperoncino, verza tagliata a listerelle e acqua o brodo per la cottura, a cui si possono aggiungere patate e salsiccia o pancetta) a Crema viene rappresentata dalla tipica ricetta storica del pipèto, chiamato anche nusèt o pipetto o verza menata ( ovvero stufata e continuamente girata sul fuoco), solitamente preparato nella città di Crema e nel territorio.
Come raccontano alcune massaie, si utilizzava la verza brinata, quella delle prime gelate e si faceva cuocere molto lentamente.
Quali ingredienti servono per prepararla? Molto semplici e facili da riperire (oltre che economici): un chilo di verza, uno spicchio di aglio, un uovo, 300 gr circa di Grana Padano grattugiato e burro o lardo( come vuole la tradizione), oggi spesso sostituiti dall’olio evo, noce moscata (a piacere), altra spezia tipica della cucina cremasca, sale e pepe.
Ne deriva un composto denso, quasi una crema verde molto profumata, che si può degustare in purezza o in abbinamento al lesso, al cotechino o agli arrosti.
Anche se è un piatto solitamente casalingo viene anche proposto da alcuni locali cremaschi, sia nella versione tradizionale( come all’Agriturismo Il Loghetto di Crema, al Via Vai e all’Agriturismo La Torre di Ripalta Cremasca) sia in una rivisitazione (come in un tortino morbido accompagnato da una fonduta all’Atelier di Crema o nella versione della Trattoria Campari di Casaletto Ceredano).
Il Pipèto e la verza strascinata possono costituire, con gusto, la farcia di involtini, e di alcune carni (anche animali da cortile).