Don Natale Grassi Scalvini
Cremasco, 03 maggio 2026
V Domenica di Pasqua anno A
La Parola: At 6,1-7 Sal 32 1Pt 2,4-9 Gv 14,1-12
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 14,1-12
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via». Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere. Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse. In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
Parola del Signore.
(Don Natale Grassi Scalvini) Anche mia nipote ha prenotato un viaggio in aereo per questa estate e purtroppo, a causa delle turbolenze riguardanti l’approvvigionamento dei carburanti, teme di aver problemi per poter partire anche se i posti sono prenotati con largo anticipo. La parola di Gesù oggi ci invita invece a non essere turbati proprio perché il posto prenotato da lui a nostro nome è sicuramente pronto ad accoglierci, lasciando un piccolo margine di insicurezza legato soltanto alle nostre scelte personali: qualcuno potrebbe infatti anche rifiutare e non essere interessato al posto che il Signore ha preparato.
Vivendo oggi in parrocchia la festa della Prima Comunione dei nostri ragazzi voglio però pensare non tanto al posto che Gesù ci prepara un giorno nel regno dei cieli accanto al Padre e a tutti i Santi ma piuttosto al posto che ogni Domenica, e non solo oggi per la loro festa, è riservato in chiesa per i ragazzi chiamati a diventare amici di Gesù.
In realtà il pensiero per il proprio posto preparato in chiesa per poter partecipare ogni domenica alla celebrazione comunitaria della S. Messa e poter così ricevere il pane della vita, gli insegnamenti della sua Parola e l’accompagnamento di tanti fratelli con cui ci uniamo in preghiera, dovrebbe essere di tutti noi. Motivo in più di ringraziamento al Signore quest’oggi è proprio quello offertoci dai nostri ragazzi che ci richiamano a questa realtà così importante eppure normale per noi cristiani. Quello che infatti oggi fa tanto emozionare i nostri ragazzi e ovviamene i genitori e i familiari è in effetti la condizione normale del credente in Cristo; ogni volta che entriamo in chiesa troviamo il nostro posto già preparato dal Signore che ci vuole sempre vicino a lui pronti ad accogliere la sua parola e ad imitare i suoi esempi di amore nella vita quotidiana.
La certezza di questo posto, preparato fin d’ora dal Signore Gesù per i suoi amici, forse ci rende a volte un po’ superficiali e non sempre pronti a rispondere al suo invito. Più passano gli anni e più aumentano gli impegni e i posti in cui dobbiamo essere presenti per lo studio, per il lavoro o per accudire qualche nostro familiare ammalato o anche solo per rispettare gli impegni presi con la squadra per non far mancare il nostro apporto. Ecco allora che la sicurezza di avere in Gesù un amico fidato che ci cerca, al punto da aver già riservato un posto per ciascuno, ci fa mettere in secondo piano la consapevolezza che lui ci attende sempre e che sempre desidera entrare in comunione con noi per sostenerci e confortarci nei vari momenti della vita. Noi oltretutto siamo anche quelli più fortunati nel mondo perché nelle nostre parrocchie e famiglie abbiamo tanti amici che ci richiamano spesso e volentieri, sia con la parola e ancor di più con l’esempio a non lasciar perdere gli inviti del Signore a stare un po’ di tempo con lui, almeno una volta alla settimana, alla celebrazione comunitaria. Anche se qualche volta ci arriviamo stanchi, delusi o preoccupati per alcune vicende della vita, siamo sempre certi che il Signore sa vincere anche le nostre distrazioni e basta un poco di buona volontà per accorgerci del grande amore che lui ha per noi, sentendoci così chiamati a corrispondere ai suoi doni con l’impegno quotidiano durante la settimana per testimoniare la nostra amicizia con lui e il desiderio di essere sempre in comunione con lui. Non perdiamo queste possibilità di grazia che il Signore ci offre e cerchiamo sempre di tornare là, al nostro posto, dove lui ci attende.