Crema News - La forza del gruppo Don Natale Grassi Scalvini con i ragazzi in montagna

Cremasco, 01 gennaio 2026

1 Gennaio​ Maria Santissima Madre di Dio

 La Parola: ​​Nm 6, 22-27  Sal 66 Gal 4,4-7  Lc 2,16-21

 Dal Vangelo secondo Luca​​Lc 2,16-21

 In quel tempo, i pastori andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo. 

Parola del Signore.

 

(Don Natale Grassi Scalvini) Dopo alcuni giorni passati in piacevole, anche se esigente, compagnia di un gruppo di adolescenti, ho ben presente e viva in me l’esperienza, davvero un po’ unica, che vivono i ragazzi e le ragazze di quell’età: la vita di gruppo. Ciascuno di loro, preso da solo, sembra davvero un agnellino spaesato che non sa cosa fare, ma quando sono in gruppo, e lo sono quasi sempre, di giorno e di notte, diventano una potenza e si muovono con decisione e spavalderia, pronti a sperimentare cose nuove e ad affrontare anche pericoli.

Tra i personaggi che animano i vangeli di questi giorni sicuramente possiamo pensare ai pastori come un gruppo coeso e ben affiatato, unito certamente dalla fatica della vita all’aperto per la custodia del gregge, ma anche pronti ad affrontare in gruppo un cammino pericoloso, di notte, per andare a vedere la realtà dell’annuncio ricevuto.

Naturalmente la scena viene subito rubata dalla presenza del Figlio di Dio incarnato e della Madre Maria, ma proprio di lei si dice che serbava in cuor suo tutto quanto accadeva e quindi anche la visita e le parole dei pastori. La gioia di presentarsi al tempio per imporre il nome al bambino appena nato si arricchisce già di questa presenza veloce dei pastori che, come vengono rappresentati nei nostri presepi dalla antica tradizione contadina, non saranno venuti a mani vuote ma con qualche dono concreto per la Santa Famiglia.

Nella solennità dell’ottava di Natale, festeggiando Maria Santissima Madre di Dio, non dobbiamo certo attardarci a pensare come possiamo imitare i pastori. Il nostro compito è soprattutto quello di onorare la Vergine Madre e seguire il suo esempio nel mantenere vivo dentro di noi il ricordo degli avvenimenti celebrati in questi giorni e che possono cambiare sempre in meglio la nostra vita.

Credo che l’intuizione in Paolo VI di fissare per il primo di gennaio la giornata mondiale della pace, nell’ormai lontano 1966, sia nata proprio dalla consapevolezza e dal desiderio di imitare la dolce serenità di Maria, che pure in mezzo a tutti i travagli e i pericoli degli avvenimenti che dall’annunciazione portano al gaudio del Natale del Figlio di Dio si mostra la più attenta e preoccupata nel comprendere il significato di tutto questo, maturando sempre più la sua disponibilità alla volontà di Dio.

Anche noi quindi ci sentiamo impegnati da una parte a meditare e ripensare all’evento natalizio del figlio di Dio e a viverlo poi nella serenità della nostra vita, nonostante tutte le paure e i dubbi che il nostro mondo attuale sembra presentarci sempre più incalzanti ogni giorno, con la consapevolezza che l’amore di Dio prepara per noi giorni di pace se noi accettiamo però di vivere ogni giorno secondo lo stile che già la santa famiglia e poi in maniera esplicita proprio il nostro maestro Gesù ci ha indicato con l’esempio e la parola. Non possiamo certo pretendere che la pace scenda dal cielo come è disceso il Figlio unigenito di Dio. Oltretutto anche lui, come appunto celebriamo in questi giorni, ha avuto bisogno di un grembo materno per poter essere generato e di una famiglia concreta per poter essere accolto e allevato fino alla maturità umana. Segno evidente che tutti i doni che scendono dal cielo, dall’amore di Dio, hanno un disperato bisogno della collaborazione concreta di noi uomini, chiamati ogni giorno a realizzare nel nostro cammino quel progetto di vita piena e serena che si realizza completamente nell’avvento del regno di Dio alla fine dei tempi.

Adesso, in questi giorni, tocca a noi realizzare tutto l’amore e la pace che Dio vuole donare agli uomini, cominciando come sempre dal chilometro zero dei nostri rapporti quotidiani perché anche tra noi, che pure non siamo più adolescenti, e nemmeno pastori, si istauri comunque quella confidenza e sincerità di rapporti che permette poi al gruppo di fare cose meravigliose e di crescere in pace come comunità voluta e amata da Dio. Per fortuna non abbiamo tra di noi divisioni forti e violente ma ugualmente possiamo sempre migliorare nel sentirci sempre più uniti tra di noi e con il Padre celeste che ci ama.

Il tempo che il Signore ci dà anche per quest'anno deve essere impiegato davvero da tutti noi per dare sempre il meglio al progetto di Dio, pronti a ringraziarlo per quanto ci da ma ancor di più a dare il nostro contributo quotidiano per il bene futuro.