Crema News - Non solo propositi di perdere peso Don Natale Grassi Scalvini

Cremasco, 04 gennaio 2026

II Domenica dopo Natale

 La Parola:                  Sir 24,1-4.12-16  Sal 147  Ef 1,3-6.15-18  Gv 1,1-18

 Dal vangelo secondo Giovanni          Gv 1,1-18

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta. Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Giovanni gli dà testimonianza e proclama: «Era di lui che io dissi: Colui che viene dopo di me è avanti a me, perché era prima di me». Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: grazia su grazia. Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dio, nessuno lo ha mai visto: il Figlio unigenito, che è Dio ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato. 

Parola del Signore.

 

(Don Natale Grassi Scalvini) Dopo gli adolescenti, ho avuto subito la gioia di passare tre giorni con i giovani. Anche se solo di pochi anni più grandi hanno dimostrato subito una maturità certamente maggiore dei loro amici più giovani. Proprio come il vangelo di oggi che ci presenta la riflessione più matura dell’evangelista Giovanni sugli eventi della incarnazione del figlio unigenito del Padre. Potremmo quasi pensare che con san Giovanni partecipiamo a quelle riflessioni e meditazioni che Maria custodiva nel suo cuore mentre accadevano tutte quelle meraviglie raccontate da Matteo e Luca. Sicuramente san Giovanni è interessato non tanto a come è successo tutto questo, ma piuttosto quale senso ha, perché è avvenuto e qual è il suo significato.

Un solo esempio e ci fermiamo a riflettere proprio su questo. Tra gli avvenimenti raccontati nei vangeli c’è anche la comparsa della stella che poi guiderà i magi fino a Betlemme. Questa rappresenta certo anche l’omaggio e il rispetto di tutta la creazione, di cui le stelle sono ancora oggi una delle meraviglie più affascinanti e anche scientificamente tra le più complesse e interessanti da studiare. Lo stesso concetto viene espresso da san Giovanni nel ricordare che tutto è stato fatto per mezzo di lui e che veniva nel mondo la luce vera. Se era importante la luce di una stella sulla capanna quanto più è importante la vera luce che è Cristo venuto a illuminare e salvare tutti gli uomini.

Dovremmo impegnare la stessa passione e dedizione che gli astrofisici dedicano allo studio delle stelle, che oltretutto son così distanti da noi, allo studio e alla conoscenza della nostra vera luce che viene a rivelarci la nostra profonda natura di esseri creati a immagine di Dio, anzi addirittura chiamati a essere e vivere come suoi figli.

Se grandi sono le meraviglie della natura, dalle stelle a tutti gli esseri viventi fino ai più minuscoli batteri, quanto dovremmo sentirci entusiasti di questa chiamata alla figliolanza divina ottenuta grazie all’incarnazione del figlio di Dio? Certo questa adozione a figli deve diventare anche un impegno quotidiano a vivere come suoi veri figli, pronti anche noi a compiere la volontà del Padre come ha fatto Gesù, sentendoci in dovere di rendere gloria a Dio non solo a parole o con i canti della liturgia ma soprattutto con una vita tale che anche lui si senta onorato di avere figli in gamba e degni della loro vocazione.

Per fortuna siamo all’inizio di un nuovo anno e di sicuro è il momento giusto per qualche proposito impegnativo. Lasciamo perdere le varie raccolte di figurine o modelli e anche i propositi di perdere subito il peso aggiunto in questi giorni di feste e dedichiamoci invece a raccogliere tutte le occasioni di fare del bene, e preoccupiamoci di crescere sempre più nell’amore a Dio nostro Padre e a tutti i nostri fratelli.