Crema News - Dal territorio - Ponte, si parte

Lodi, 23 gennaio 2026

L'Agenzia Interregionale per il fiume Po (Aipo), soggetto appaltante, ha partecipato al consiglio comunale di ieri, finito oltre la mezzanotte, al Broletto e incentrato sul ponte. I lavori al via il 2 marzo, che richiedono la chiusura al traffico con disagi per tutti, dovrebbero durare 6-8 mesi. Per i dirigenti Aipo, l'intervento completa opere di difesa del suolo in corso dal 2005, dopo la piena del 26-27 novembre 2002 (torna alla mente anche la storica piena del '76). Tra i dati emersi: con l'apertura della nuova campata, il danno residenziale si riduce di 223 milioni di euro.

Seguirà la riattivazione di un ramo chiuso del fiume, sempre per fronteggiare l'innalzamento dell'acqua: “Questo lavoro è in attesa di andare in appalto, è connesso alla buona riuscita del ponte. Aipo ha già in pancia i fondi”, ha spiegato Gaetano La Montagna della Direzione Territoriale Idrografica Lombardia Orientale per Aipo.

In origine erano previsti 550 giorni di lavori: tempi giudicati insostenibili. In accordo con l'appaltatore e con una variante tecnica che costa 150mila euro, si è arrivati a 240 giorni: ancora troppi. “L'ulteriore riduzione verrà affidata all'organizzazione del cantiere da parte della ditta: se eseguirà i lavori, in tempi fino a 180 giorni, otterrà un premio di accelerazione, ma per riconoscere l'eventuale premio, bisogna trovare 240mila euro. Si possono reperire erodendo il finanziamento del terzo lotto di lavori”, ha aggiunto La Montagna.

Le alternative sono state tutte valutate, inclusa l'apertura di almeno una corsia e la realizzazione di strutture temporanee, impossibili per ragioni tecniche, logistiche, economiche e di sicurezza. 

L'ingegnere Silvio Rossetti, progettista dell'opera e direttore dei lavori, ha illustrato: “Non si può aprire una campata in sponda destra, non si può alzare l'impalcato: l'unica possibilità è aprire un'ulteriore campata in sinistra idraulica. La modifica alla spalla della struttura, per il fornice, richiede palificate: è necessario chiudere la viabilità. Il ponte è in curva: le 3-4 campate in sponda lodigiana lavorano di più, quelle cremasche di meno. La nuova campata riequilibra il deflusso”.

Intanto le opposizioni criticano la necessità dell'opera, i tempi e le modalità. “Puntiamo a mitigare i disagi. Il comune assume l'ordinanza sul piano del traffico, ma tutta l'operazione si rivolge a enti sovraccomunali”, ha ricordato il sindaco Furegato.

Sulla viabilità, già coinvolti prefettura, mezzi pubblici, servizi di refezione, trasporto scolastico e sociale, igiene urbana, associazioni di categoria. “Dopo due decenni di interventi, l'obiettivo è mettere definitivamente in sicurezza la città”, ha concluso il primo cittadino. L'ambizione è diventare la prima città resiliente e sicura al 100%.