Collezione Stramezzi al museo e poi in esposizione permanente

Crema, 24 gennaio 2022

Recentemente, con la collaborazione e il pieno appoggio della Soprintendenza, l’Amministrazione Comunale ha risposto alla proposta degli eredi della dottoressa Marina Stramezzi, acquisendo le opere della collezione Stramezzi ancora presenti e conservate presso la villa Perletta, nel quartiere di San Bartolomeo ai Morti. L’acquisizione di 61 dipinti, molti dei quali di notevole valore storico artistico, è stata resa possibile dal generoso gesto degli eredi che hanno inteso condividere con la comunità queste opere attraverso un comodato gratuito.

L’intenzione è valorizzare la collezione come merita e dare risalto alla figura di Paolo Stramezzi che, già negli anni Sessanta del Novecento, aveva donato al museo una notevole serie di opere, soprattutto di interesse cremasco, che costituiscono il nucleo principale della sezione dedicata all’Otto e Novecento. Della sessantina di opere recentemente depositate, straordinaria rilevanza assumono una tavola di Vincenzo Foppa, la copia Seicentesca di una tavola di Leonardo da Vinci, una veduta di Firenze attribuita a Turner e diverse tele di pittori Macchiaioli. 

Le opere ricevute dagli eredi di Marina Stramezzi e ora messe a disposizione del museo civico in comodato gratuito, permettono di avere un’idea dell’importanza e del pregio di questa straordinaria raccolta cremasca. Nei prossimi mesi, attraverso un’esposizione temporanea curata dal museo, la collezione verrà presentata alla comunità.

Il passo seguente sarà quello di effettuare una selezione di tavole e tele della collezione da inserire nell’esposizione permanente del museo, garantendone così la pubblica fruizione in modo continuativo e attivando collaborazioni con Istituti Universitari e di Ricerca al fine di avviare un’indagine conoscitiva e di approfondimento per la ricostruzione della storia della collezione.


Panoramica delle opere

Il bresciano Vincenzo Foppa, il padre della pittura rinascimentale lombarda (Brescia, 1427/30 – 1515/16) è autore di una raffinata raffigurazione dell’Annunciazione accompagnata dalla inusuale figura di San Girolamo penitente, collocabile cronologicamente entro l’ultimo quarto del XV secolo.

Di grande interesse anche è una copia seicentesca, di pittore ignoto, della conosciutissima tavola di Leonardo da Vinci rappresentante Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'agnellino (Sant'Anna Metterza) conservata presso il Louvre.

Sempre nell’ambito del Seicento si segnalano alcuni dipinti fiamminghi, tra cui due piccoli ritratti di David Teniers il Giovane (Anversa, 15 dicembre 1610 - Bruxelles, 25 aprile 1690), cognato del famoso Jan Brueghel il Giovane.

Un nucleo cospicuo delle opere depositate appartiene all’Ottocento, come detto, il periodo prediletto da Paolo Stramezzi.

Va segnalata una Veduta di Firenze attribuita all’inglese Joseph Mallord William Turner (Londra, 23 aprile 1775 - Chelsea, 19 dicembre 1851) e gli amati pittori Macchiaioli con due opere di Giovanni Fattori (Livorno, 6 settembre 1825 - Firenze, 30 agosto 1908), una di Giuseppe Abbati (Napoli, 13 gennaio 1836 - Firenze, 21 febbraio 1868) e ben sei di Raffaello Sernesi (Firenze, 29 dicembre 1838 - Bolzano, 9 agosto 1866). Non mancano per il XIX secolo anche opere di cremaschi come il pittore Angelo Bacchetta (Crema, 12 marzo 1841 - Crema, 12 novembre 1920) con un grande Ritratto di Giuseppe Maria Perletti, il costruttore di villa La Perletta. 

All’inizio del XX secolo appartiene l’Autoritratto con la figlia Marion del noto pittore ritrattista bavarese Franz Von Lenbach (Schrobenhausen, 13 dicembre 1836 - Monaco di Baviera, 6 maggio 1904). Numerose poi le tele novecentesche di pittori che Paolo Stramezzi, assiduo frequentatore delle più famose esposizioni e rassegne nazionali, ebbe modo di apprezzare e acquistare. Fra queste si segnalano: Casale di campagna di Francesco Sartorelli (Cornuda TV, 14 settembre 1856 - Udine, 8 aprile 1939); Lettrice nello studio di Guido Cinotti (Siena, 29 dicembre 1870 - Milano, 18 gennaio 1932); Cattedrale di Notre-Dame e Uliveto di Giovanni Malesci (Vicchio FI, 13 settembre 1884 - Milano, 12 settembre 1969); Autoritratto di Arturo Rietti (Trieste, 3 marzo 1863 - Fontaniva PD, 6 febbraio 1943); Parigi di Gianni Colognese (Milano, 1901 - Lugano, 1994); Ritratto di fanciulla di Giovanni Brancaccio (Pozzuoli, 1903 - Napoli, 12 febbraio 1975); Paesaggio di Ugo Rebasti (Broni PV, 1907 - 1972); Crocifissione con Papa Giovanni XXIII di Giacomo Manzù (Bergamo, 22 dicembre 1908 - Aprilia, 17 gennaio 1991); Prati a Vipiteno di Donatella Pinto (Bari, 1908 - Milano, 1963); Paesaggio autunnale di Salvatore Tosi (Castelfranco Veneto TV, 1911 - Padova, 1958); Il Serio di Gianetto Biondini (Crema, 21 febbraio 1920 - 21 settembre 1981). da ultimo, segnaliamo anche una grande tela eseguita nel 1936 dal pittore Luigi Brignoli (Palosco, 18 aprile 1881 - Bergamo, 1952) in cui è rappresentato a figura intera proprio il creatore di questa immensa collezione.


Nelle foto di Massimo Marinoni, alcune opere acquisite dal museo


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