Crema News - Rivolta d'Adda - Appello per la strada Spino-Rivolta Il tratto di SP1 appena fuori Rivolta d'Adda

Rivolta d’Adda, 03 febbraio 2026

(Gianluca Maestri) Marianna Patrini ed Enzo Galbiati scrivono alla Regione, alla Provincia e alla prefettura di Cremona.

La vicesindaco di Rivolta ed il primo cittadino di Spino chiedono che venga rivisto ed annullato il provvedimento di declassamento del tratto Rivolta-Spino della Sp1 che, da confine a confine, è lungo circa sette chilometri, la maggior parte dei quali in territorio rivoltano.

“Tale richiesta –dicono la Patrini e Galbiati - è motivata da evidenti ragioni di natura funzionale, infrastrutturale e logistica che attribuiscono al tratto in oggetto una rilevanza interprovinciale e sovracomunale, incompatibile con l’attribuzione a rete viaria di competenza comunale”.

I due amministratori evidenziano alcune, fondamentali caratteristiche della Sp1: è un asse viario strategico di connessione tra le province di Bergamo, Cremona e Lodi, riveste un ruolo essenziale per la mobilità scolastica e lavorativa, è interessato da un flusso rilevante di mezzi pesanti e veicoli commerciali a servizio di insediamenti produttivi e agricoli presenti nel territorio con livelli di traffico non coerenti con la classificazione comunale e rappresenta un nodo di collegamento diretto tra Rivoltana e Paullese garantendone la continuità funzionale all’interno del reticolo viario regionale.

“Alla luce di tali elementi oggettivi – prosegue la lettera, - si ritiene che il declassamento a strada comunale rappresenti un provvedimento incoerente con le effettive caratteristiche funzionali della tratta, comportando altresì criticità gestionali ed oneri economici non sostenibili per i comuni interessati”.

Se proprio non si vorrà prendere in considerazione il declassamento, non avendo né Rivolta né Spino le possibilità economiche di intervenire (ci vorrebbero milioni di euro perché l'asfalto è ammalorato e pericoloso), per garantire la sicurezza dei veicoli in transito le due amministrazioni chiedono alle istituzioni di provvedere loro stesse alla riqualificazione del manto stradale.