Crema News - Crema - Lupi, stop agli allarmismi Il lupo

Crema, 09 febbraio 2026

(Andrea Biraghi) La presenza del lupo in Lombardia non è più un fatto episodico, ma una realtà con cui cittadini e allevatori devono fare i conti. Proprio per questo regione Lombardia interviene per chiarire come comportarsi in caso di avvistamenti o danni al bestiame, invitando a evitare allarmismi e segnalazioni improvvisate che rischiano solo di creare confusione.

A fare il punto è l’assessore regionale all’Agricoltura Alessandro Beduschi, che richiama alla necessità di affrontare il tema con metodo e responsabilità.

"Il problema esiste e va gestito con serietà – chiarisce Beduschi – ma è fondamentale ricordare che esistono norme precise e procedure codificate. Alimentare allarmismi o segnalare ai giornali prima che alle autorità non aiuta né i cittadini né gli enti che devono agire".

In caso di avvistamento di un lupo, è necessario contattare la polizia provinciale competente o, nel territorio di Milano, la polizia della Città Metropolitana. Quando possibile, è utile raccogliere foto o video per consentire una corretta identificazione dell’animale. In alternativa, le segnalazioni possono essere inviate a Ersaf Lombardia all’indirizzo supportoprevenzionelupo@ersaf.lombardia.it, indicando la posizione precisa dell’avvistamento.

Se invece si rinviene un lupo ferito o morto, o in caso di incidente stradale, occorre avvisare la polizia provinciale, la polizia della Città Metropolitana di Milano o i carabinieri forestali, evitando qualsiasi intervento diretto sull’animale. Le operazioni di soccorso e le valutazioni sanitarie spettano esclusivamente alle autorità competenti e ai centri specializzati attivi 24 ore su 24.

Per quanto riguarda la predazione di bestiame, l’allevatore deve contattare le forze di polizia, che attivano le Wolf Prevention Intervention Units, squadre specializzate istituite da Regione Lombardia per supportare gli allevatori sia nella prevenzione dei danni sia nella gestione delle procedure di indennizzo.

La Regione chiarisce infine che il recente declassamento del lupo a livello europeo non equivale a una liberalizzazione della caccia. "Non significa liberalizzarne la caccia – conclude Beduschi – ma governare in modo più responsabile una presenza che oggi è strutturale". La specie resta quindi protetta, anche se il nuovo quadro normativo apre a maggiori margini di intervento per le Regioni, nel rispetto delle norme nazionali.

Su questi temi è in corso un confronto tecnico tra Regioni, Ministeri e Ispra, con l’obiettivo di aggiornare i dati, definire criteri più coerenti e costruire strumenti di gestione realmente applicabili sui territori.