Crema News - Vailate - Fratelli d'Italia dice la sua su piazza Cavour Sosta selvaggia in piazza Cavour

Vailate, 8 novembre 2026

Anche il circolo vailatese di Fratelli d'Italia interviene sulla situazione dell'ordine pubblico in piazza Cavour, dove schiamazzi notturni, parcheggi irregolari, rifiuti abbandonati e comportamenti incivili da tempo compromettono la tranquillità dei residenti.

Così Fratelli d'Italia:

Il problema va ben oltre l'ordine pubblico. Una piazza non è un vuoto tra gli edifici. È il cuore sociale di un paese. Quando le famiglie rinunciano a frequentarla, gli anziani evitano di sostarvi e i residenti finiscono per considerarla una fonte di disagio, non perdiamo soltanto la vivibilità di uno spazio urbano: perdiamo una parte della nostra identità collettiva.

E qui emerge una contraddizione nelle priorità amministrative. Si programmano 30mila euro per realizzare una nuova area cani, uno spazio destinato anche alla socializzazione, mentre uno dei luoghi di aggregazione più importanti e storici del paese fatica a conservare la propria funzione. Non siamo contrari all'area cani. Ma prima di creare nuovi luoghi di incontro, non sarebbe opportuno preoccuparsi di rendere pienamente vivibili quelli che già possediamo?

Per piazza Cavour sono stati annunciati interventi di riqualificazione e dissuasori mobili. Certamente utili. Ma un dissuasore può fermare un'automobile, non l'inciviltà.

Occorrono presenza istituzionale, prevenzione, controlli e soprattutto continuità nell'affrontare i problemi.

La delega alla sicurezza è mantenuta direttamente dal sindaco. Non intendiamo misurare il suo impegno dalle ore trascorse in municipio, ma riteniamo che la presenza di un'amministrazione debba essere riconoscibile soprattutto nei risultati della propria azione. Ed è proprio questa presenza concreta che, a nostro giudizio, oggi appare insufficiente.

Una piccola favola racconta di un paese i cui abitanti, desiderosi soltanto di vivere senza seccature, si abituarono progressivamente a piccoli soprusi e limitazioni.

Ogni volta qualcuno protestava, ma la risposta era sempre la stessa: «In fondo, che male c'è?». Finché un giorno si accorsero di aver perduto qualcosa di essenziale.

La morale non riguarda soltanto il potere, ma anche la nostra capacità di abituarci a ciò che un tempo avremmo considerato inaccettabile.

Oggi si sopporta uno schiamazzo, domani un parcheggio abusivo, dopodomani i rifiuti abbandonati. Poi qualcuno smette di portare i bambini in piazza, qualcun altro rinuncia a frequentarla. E lentamente ciò che dovrebbe appartenere a tutti finisce per essere vissuto da sempre meno persone. Il rischio più grande è confondere l'abitudine a un problema con la sua soluzione.

L'Amministrazione ha pieno diritto di programmare gli interventi secondo il proprio indirizzo politico. Ma il consenso elettorale non costituisce un assegno in bianco sull'opportunità delle scelte. Amministrare significa anche riconoscere quando le necessità concrete dei cittadini impongono di rivedere le priorità.

E piazza Cavour deve essere una di queste. Perché non vorremmo che un giorno qualcuno domandasse: «Ma vi ricordate quando piazza Cavour era un luogo dove tutti potevano ritrovarsi serenamente?» E un anziano rispondesse: «Non c'è stato un giorno in cui abbiamo deciso di rinunciare alla nostra piazza. C'è stato un giorno in cui ci siamo accorti che avevamo smesso di viverla».