Crema News - Siamo tutti un po' santi Don Natale Grassi Scalvini con la sua fida Siska

Cremasco, 01 novembre 2026

31 ª Domenica ordinaria anno A  FESTA DI TUTTI I SANTI

 La Parola: ​Es 22,20-26  Sal 17 1Ts 1,5-10 Mt 22,34-40

 Dal Vangelo secondo Matteo​​Mt 5,1-12A

 In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché sa+ranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». 

Parola del Signore.

 

(Don Natale Grassi Scalvini) Non ci son più i nebbioni di una volta.

Ricordo bene come da piccolo andando la sera in processione al cimitero, durante l’ottavario dei morti, fossimo spesso avvolti da una coltre spessa e umida di una nebbia davvero forte e persistente magari da giorni.Per la verità comunque un po’ di nebbiolina mattina e sera la troviamo, ma molto bassa e quindi non ci impedisce di guardare in alto e vedere la luna o le stelle.

Anche la parola di Gesù quest’oggi presentandoci le beatitudini ci invita innanzitutto a guardare in alto, verso quel regno dei cieli che viene promesso a quanti vivono con lo stile suggerito dal divino maestro. Senza passare in rassegna subito tutte le beatitudini ci basta fermaci quest’oggi proprio alla prima per cercare di comprendere nel profondo quale sia la postura fisica e mentale per poter guadagnarci il regno dei cieli.

Non si tratta evidentemente di essere poveri materialmente mancando di quanto è necessario per la vita di ogni giorno come purtroppo è ancora vero per tanta parte dell’umanità. Chi è povero in spirito è innanzitutto consapevole che tutte le cose buone che ha, anche quelle materiali e noi ne abbiamo tante e spesso anche di superflue, non sono solo frutto del suo impegno e delle sue capacità perché comunque tanti aspetti della nostra realtà materiale dipendono da tanti fattori esterni a noi, che sfuggono al nostro pieno controllo. Quando poi riuscissimo a fermarci un momento a riflettere sugli aspetti più spirituali della nostra esistenza sicuramente ci renderemmo conto che ben poco dipende dalle nostre capacita o dalla nostra intelligenza. Anche se possediamo molti beni materiali se riusciamo a lasciare spazio nelle nostre scelte quotidiane ai valori spirituali riusciremmo davvero a vivere come poveri in spirito.

Certamente pensare a San Francesco, che concretamente ha lasciato tutti i beni paterni per avere un solo Padre, quello nei cieli, ci fa sentire un po’ meschini e piccoli, ma proprio oggi ricordando la moltitudine di tutti i Santi e quindi anche di quelli che non hanno compiuti gesti così eclatanti e definitivi come san Francesco, ci dà la speranza che anche per noi, nella conduzione normale e regolare della nostra esistenza terrena possiamo raggiungere livelli molto alti di fede, speranza e carità.

Come sempre festeggiare i Santi non è importante per rendere lode e gloria a questi fratelli eletti, loro in effetti non han più bisogno del nostro compiacimento visto che possono godere in pienezza della fonte stessa dell’amore, ma è soprattutto l’occasione per rincuorare il nostro cammino quotidiano così spesso faticoso e incerto verso il regno dei cieli. Noi non possiamo lasciar perdere le cose di questo mondo per dedicarci completamente a Dio ma l’essere poveri in spirito ci permette di poter servirci anche delle cose di questo mondo per servire il Signore, compiendo la sua volontà quando facciamo il nostro dovere quotidiano e soprattutto quando ci sentiamo ingaggiati da lui a diffondere attorno a noi un po’ del suo amore, magari proprio servendoci della ricchezza materiale che possediamo per renderci prossimi a coloro che hanno ancora tante necessità perché privi anche del minimo. 

Allarghiamo allora il nostro cuore e la nostra mente non solo alla beatitudine dei Santi, vivendo con gioia questa grande festa a loro dedicata, ma soprattutto ad ascoltare la loro voce che ci invita ad arrivare là dove sono giunti loro.

Se vogliamo davvero un giorno partecipare in pienezza all’amore del Padre, e dobbiamo desiderarlo perché è la nostra più vera e profonda vocazione, dobbiamo evidentemente seguire la voce dei Santi che ci invitano a seguirne anche l’esempio, le orme concrete perché anche noi pur essendo immersi nelle cose di questo mondo sappiamo trovare la gioia e la profondità dello Spirito che rende nuove tutte le cose iscrivendole nel piano divino della costruzione del suo regno, che è cominciato già su questa terra e che si realizzerà compiutamente nel regno dei cieli.