Danilo Pagliaro
Crema, 05 novembre 2026
(Boris Parmigiani) La sala “Angelo Cremonesi” del Centro culturale Sant’Agostino di Crema, venerdì scorso ha accolto la presentazione del libro “Un italiano nella legione straniera”, scritto a quattro mani da Danilo Pagliaro e Alessandro Cipolla, evento organizzato dall’Araldo con il patrocinio comunale.
Una scelta di vita non ordinaria raccontata in prima persona da Danilo Pagliaro: la decisione di abbracciare la causa della Legione straniera , esperienza raccontata in questo romanzo autobiografico, attraverso il percorso di un uomo, un italiano, nella forza militare francese. E’ qui che si svolge la vicenda del legionario Perrini, alias Danilo Pagliaro, da un lato facendo fronte alle fatiche e ai rischi cui si sottopongono gli “uomini senza passato”, dall’altro cercando di conservare quanto di più caro esisteva al di fuori della vita militare. Vita da legionario è il racconto del primo incontro con l’amore, la morte, l’abbandono, la solidarietà e la fratellanza. Un’intera esistenza votata alla divisa della legione straniera.
Mario Cassi, presidente dell’Araldo, ha ringraziato il pubblico convenuto all’evento, cedendo poi la parola al figlio Umberto, collaboratore dell’associazione culturale in questione. Quest’ultimo ha menzionato le figure di Ottaviano Vimercati e Fortunato Marazzi: due personaggi cremaschi che hanno militato nella Legione straniera francese. Ottaviano Vimercati (Milano 1815- Monza 1879), nel 1841 si arruolò nella Legione straniera francese. Per gli atti di valore riportati in combattimento ottenne la croce di Cavaliere della Legione d’onore e nel 1879, pochi mesi prima della morte, fu nominato senatore del Regno d’Italia. Fortunato Marazzi (Crema 1851- Crema 1921), nipote di Ottaviano Vimercati, è stato un generale, politico, scrittore, nonché ufficiale della Legione straniera francese. Morì pochi mesi dopo essere stato nominato senatore del Regno d’Italia.
In secondo luogo, Federico Corradini, anch’esso collaboratore dell’Araldo, ha messo in evidenza che la Legione straniera è divisa in tre epopee: la legione ottocentesca, dal 1831 al 1871; la legione delle guerre coloniali, dalla fine dell’ottocento al 1962; e la legione moderna dal 1962 ai giorni nostri.
Danilo Pagliaro, autore del libro, veneziano d’adozione, è nato a Marina di Ravenna nel 1957, papà finanziere, mamma insegnante, ha frequentato il liceo classico. Dopo gli studi in Giurisprudenza e la leva militare, si trasferisce in Francia, adattandosi a fare qualsiasi lavoro.
Dal 1994 è un legionario, una scelta di vita coraggiosa, quasi una vocazione, come narra nella sua biografia. Ma allo stesso tempo una scelta di vita tardiva a 37 anni, quando era già sposato e con figli.
“Noi legionari, ha esordito, abbiamo una fama sbagliata, frutto della non conoscenza, frutto dei pregiudizi. Siamo portatori di valori morali, di educazione, di rispetto, di umanità. Nella Legione straniera non c’è posto per le teste calde. Chi sbaglia viene estromesso. Chi si è macchiato di reati di sangue, sesso o droga è messo al bando. Chi ha commesso crimini più lievi, può fare domanda di arruolamento. La Legione ti da un’altra possibilità. Il limite d’età per diventare Legionari è di 40 anni. Non serve titolo di studio. Le difficoltà sono rappresentate dai test d’ammissione. Ci riesce in media 1 su 120. Bisogna affrontare test psico-fisici estremamente rigidi. Il reclutamento è su basa mondiale, chiunque può fare richiesta, la nazionalità non conta. Il Legionario fa parte a tutti gli effetti dell’esercito francese, siamo dei soldati, siamo impiegati in operazioni militari di difesa, mantenimento dell’ordine e della pace”.
La differenza con gli altri corpi militari è rappresentata dall’addestramento, il restare sempre in forma.
Nel suo racconto, Danilo Pagliaro, ha precisato inoltre che il Legionario usa le armi a titolo di difesa, combattendo lealmente ."Ho ucciso qualcuno, ho sparato verso chi ci attaccava. Non sai chi uccidi e nemmeno se è morto o ferito. Avrei voluto fare il poliziotto, ma fui scartato a causa delle vene varicose. Ho scelto successivamente di fare il Legionario, ispirato dai valori e principi trasmessi dai miei genitori”.