Il rito della cena con gli amici
Cremasco, 07 giugno 2026
Domenica dopo la Santissima Trinità: Corpus Domini anno A
La Parola: Dt 8,2-3.14-16 Sal 147 1Cor 10,16-17 Gv 6,51-58
Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 6,51-58
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo». Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Parola del Signore.
(Don Natale Grassi Scalvini) Con l’inizio dell’estate, nonostante le turbolenze che abbiamo sperimentato in questi giorni e che torneranno magari ogni tanto a rinfrescarci e a mitigare il solito caldo estivo, inizia anche quel periodo di vita comunitaria e oratoriana caratterizzato dai ritmi vacanzieri con tanto di attività per i ragazzi e feste per tutti.
La buon anima del nostro compianto vescovo Angelo Paravisi, che aveva alle spalle una lunga esperienza in parrocchia, la chiamava bonariamente la pastorale delle salamelle. In effetti il ritrovarci a mangiare insieme a qualche festa, in parrocchia, all’oratorio o vicino a qualche santuario è una delle attività più gradite anche dalle comunità cristiana. Ma come sappiamo non abbiamo inventato noi questo bel modo di stare insieme. Già gli antichi ebrei, come pure i popoli circostanti, avevano addirittura legato questo mangiare insieme al rapporto diretto con Dio per cui attraverso i sacrifici di comunione condividevano anche con Dio, bruciandoli sull’altare, alcuni cibi, di solito animali sacrificati, proprio come segno di comunione con il Dio creatore.
Gesù ha cambiato radicalmente per noi cristiani questa antichissima tradizione dandoci il suo stesso corpo e sangue come segno di comunione da mangiare per essere sempre uniti a lui. Per noi quindi adesso i due momenti son ben divisi: da una parte le feste popolari e dall’altra la comunione in chiesa con il nostro Dio che si offre a noi come pane di vita eterna.
Inutile dirvi come in realtà la prima situazione sia quella più gettonata, per cui proprio nel periodo estivo, complice anche la chiusura delle scuole e del catechismo per i ragazzi e le ferie dal lavoro per gli adulti che permettono viaggi e vacanze, le nostre chiese si svuotano sempre più e il sacrificio di comunione che Gesù continua a offrirci rimane sempre un po’ relegato all’ultimo posto. Non nego di essere personalmente molto contento di partecipare alle feste popolari e son rimasto legato ad alcune parrocchie nelle quali ho svolto il mio ministero, proprio grazie anche alle feste estive dove partecipo con la gioia di ritrovare amicizie e volti noti con cui scambiare un po’ di storia recente. Ma ancor di più son contento di ritrovarmi la domenica con i parrocchiani che riconoscono nella fedeltà all’appuntamento settimanale un segno grande della loro fede, da vivere, mantenere e manifestare. La festa del Corpus Domini, soprattutto quando viene celebrata anche con il segno della processione nelle vie del paese con il Corpo del Signore, rappresenta certamente uno dei momenti più forti da vivere come comunità raccolta attorno all’altare dove si rinnova il sacrificio di Cristo offerto per la nostra salvezza e per introdurci alla vita eterna.
Facciamo quindi bene a ritrovarci per mangiare insieme e mantenere sana, felice e robusta la nostra vita terrena, ma dovremmo sicuramente preoccuparci un po’ di più del ritrovarci anche alla mensa del Corpo e Sangue di Cristo per assicurarci un posto accanto a lui nella vita eterna che ci ha promesso. Prima di impegnarci a cambiare il mondo e la storia attraverso le nostre opere di giustizia e carità cerchiamo di mantenere sempre vivo e coinvolgente il nostro rapporto personale con Gesù attraverso la partecipazione settimanale alla celebrazione eucaristica, magari anche in parrocchie o santuari dove ci ritroviamo a passare qualche giorno di vacanza. Noi sappiamo bene che il Signore è davvero presente ovunque e ci aspetta sempre per rinnovare la sua amicizia con noi e per vivere sempre in comunione profonda con ciascuno dei suoi amici.