Crema News - Io ti perdono Don Natale Grassi Scalvini

Cremasco, 24 maggio 2026

VIII Domenica di Pasqua Pentecoste anno A

 La Parola: ​At 2,1-11  Sal 103 1Cor 12,3-7.12-13  Gv 20,19-23

 Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 20,19-23

 La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Parola del Signore.

 

(Don Natale Grassi Scalvini) In questa settimana un carissimo amico mi ha spaventato non poco. Per un caso di omonimia, da lui ben conosciuto da tanti anni, ho visto l’annuncio della sua morte. È bastato controllare un attimo i parenti per comprendere che non si trattava del mio amico eppure un attimo di scoramento l’ho avuto anche se subito si è tramutato in un sospiro di sollievo.

Possiamo solo lontanamente immaginare lo stupore e la gioia dei discepoli nel vedere vivo davanti a loro il Maestro che avevano visto poco prima morire in croce in modo orribile. Ma soprattutto, dalle prime parole del risorto, subito dopo il saluto consueto degli ebrei, che si scambiano la pace ogni volta che si incontrano, capiscono che non è semplicemente un ritorno a quello che era avvenuto tra di loro a partire dal battesimo di Giovanni: ora era comunque tutto diverso e sarebbe toccato a loro continuare e compiere la missione di salvezza iniziata dal Signore Gesù. Il dono dello Spirito promesso, secondo il comando di Gesù, dà loro la possibilità di perdonare i peccati in terra e anche loro da bravi ebrei, come avevano compreso anche gli avversari del maestro, sanno che questa possibilità è riservata a Dio solo.

Se non avevano ancora tremato, neanche alla vista del crocifisso risorto, credo proprio che nel sentirsi affidare un compito così importante, praticamente divino, come quello di perdonare i peccati in terra, li abbia davvero spaventati non poco. Il rapporto di amicizia, anzi di figliolanza, tra Dio e gli uomini è stato ristabilito in pienezza dal sacrificio di Cristo morto in croce in obbedienza al Padre, ma adesso viene mantenuto vivo e attuale proprio attraverso l’opera degli apostoli e dei loro successori animati dalla presenza dello Spirito Santo. Sappiamo bene che lo Spirito è dato in dono a tutti i credenti in Cristo, senza distinzioni, ma gli effetti su ciascuno possono essere diversi secondo i diversi modi di attuare nella proprio vita il progetto di Dio. Ma certamente nella Chiesa c’è la possibilità concreta di incontrarsi con l’amore del Padre attraverso il sacramento della penitenza che permette allo Spirito di rinnovare il perdono e ristabilire continuamente un rapporto paterno e filiale con Dio. In effetti se il nostro mondo attuale sembra tante volte lontano da Dio certamente è anche per la scomparsa del senso del peccato e quindi del sentirsi responsabili di fronte a Dio, e non solo alle leggi e consuetudini umane, delle proprie azioni e soprattutto del male che possiamo compiere noi umani in ogni momento. Non si tratta di dover vivere nella continua paura del castigo di Dio per le nostre malefatte, infatti Gesù ha detto di esser venuto non per condannare il mondo ma per salvarlo, ma sicuramente dobbiamo essere consapevoli dei nostri limiti e della necessità del perdono da parte di Dio per poter essere realmente e non solo di nome suoi figli amati. 

Con la certezza dell’amore del Padre che supera ogni nostra misura e comprensione, fino a giungere al perdono più completo di fronte al sincero pentimento per le proprie colpe, non possiamo che gioire per il rinnovato dono dello Spirito Santo che dimora in ciascuno di noi affinché noi possiamo dimorare in Dio e vincere anche le normali tentazione della nostra esistenza. Conosciamo bene la fragilità dei nostri propositi e desideri di bene ma con la presenza dello Spirito e la comunione al Corpo di Cristo possiamo davvero sperare nell’aiuto e nel sostegno di Dio perché miglioriamo continuamente la nostra vita e il mondo attorno a noi.

Possiamo davvero ricominciare ogni volta, anche se segnati dal peccato e dalla nostra superficialità e indifferenza, sentendoci amati da Dio e godendo della sua rinnovata fiducia perché anche di fronte alle debolezze quotidiane non ci perdiamo d’animo ma ci sentiamo continuamente ingaggiati dal Signore a realizzare qui in terra il suo regno di giustizia e di pace.