Pieranica, 02 settembre 2026

(RB) L’arte di Libero Donarini ha inaugurato il nuovo spazio culturale ricavato nell’ex scuola elementare di Pieranica. La sera del 1° settembre, nell’ambito della sagra della Madonna del Rosario, è stata presentata “La mia Itaca”, mostra dedicata al pittore cremasco, ottant’anni appena compiuti e sessant’anni di attività artistica.

Ad aprire l’incontro, moderato dal giornalista e docente Roberto Bettinelli, il sindaco Giuseppe Valter Raimondi, che ha illustrato il progetto: “Vogliamo farne un centro di aggregazione per tutte le età, costruito intorno alla biblioteca e aperto anche alle comunità vicine”. Erano presenti il vicesindaco Cinzia Riboli, cittadini e appassionati d’arte. È’ intervenuta anche Ilaria Dioli, sindaco di Casaletto Vaprio e pittrice, che ha ringraziato Donarini “per la straordinaria capacità di trasferire sulla tela la bellezza della natura e delle nostre campagne”, e il docente Federico Vailati, che ha sottolineato la tensione spirituale “di un’opera che si muove verso la trascendenza a partire dal quotidiano”.

Nato a Trescore Cremasco nel 1946 e allievo di Giuseppe Perolini, Donarini ha attraversato sessant’anni di trasformazioni: dalla figurazione, nutrita dalla lezione di Piero della Francesca e Morandi, alla progressiva conquista dell’astrazione e della materia, fino a una pittura contemplativa e spirituale.

“Donarini – ha spiegato Bettinelli – è animato da un’incessante ricerca. Ha cambiato linguaggi tutelando però una precisa identità: materia, luce e forma conducono verso una dimensione metafisica dove realtà e spiritualità tornano a incontrarsi”.

La serata è culminata nell’apertura, per la prima volta al pubblico, della casa-studio dell’artista che sarà visitabile prendendo contatto direttamente con l’artista. “Ho sentito che era arrivato il momento di aprire il luogo dal quale sono nati i miei dipinti – ha raccontato Donarini. – Ogni opera conserva qualcosa dello spazio, della luce e del silenzio che l’hanno generata. Dopo sessant’anni continuo a cercare, perché la pittura per me non è mai un punto di arrivo. Questa casa è la mia Itaca: il luogo al quale torno e dal quale ogni volta riparto”.