Crema, 22 agosto 2026

Nella suggestiva cornice della ex chiesa di Santo Spirito e Maria Maddalena, oggi galleria Dossena, domenica scorsa, l’Araldo, l’Associazione Leonardo da Vinci di Soncino e l’Associazione Culturale Pagine Cremasche, hanno organizzato la conferenza storica Castrum Cremae 570 d.c. per ricordare il 1456 anniversario della fondazione della città di Crema.

Davanti a un folto pubblico Luigi Dossena, storico cremasco, ha introdotto l’incontro.

Il primo intervento di Claudio Marinoni dell’associazione Leonardo da Vinci di Soncino, pone l’attenzione sulle varie fasi che hanno portato alla nascita della città. Non abbiamo documentazione storica ma ci basa su quanto riportato da Pietro da Terno, storico di Crema medioevale del XVI secolo.

Secondo una leggenda del XVI secolo, la fondazione di Crema sarebbe avvenuta il 15 agosto 570 quando alcuni abitanti della zona, per sfuggire ai Longobardi, guidati da Alboino, si sarebbero rifugiati su un dosso, un’isola sopraelevata (la Mosa), al centro di questa zona paludosa formata dai fiumi Serio e Adda. Sarebbe stato proprio lì che i profughi decisero di fondare una città, il cui nome deriverebbe da Cremete, colui che era a capo di questi uomini e che era conte di Palazzo Pignano. Anche sull’origine del nome, però, la storia non è chiara e lascia spazio a diverse interpretazioni.

A seguire dopo un intermezzo musicale al pianoforte di Claudio De Micheli ha ripreso l’argomento Mario Cassi dell’ Araldo. Oltre alla figura di Alboino, re dei Longobardi che arriva in Italia nel 560, degli altri personaggi implicati in questa storia di fondazione della città non abbiamo immagini o raffigurazioni.

Quello che sappiamo viene riportato nella Historia di Crema di Pietro da Terno che nel XVI secolo ha messo per iscritto quello che fino ad allora era un mito dove le figure di Cremete e Fulcherio sembrano personaggi inventati legati ai nomi di luoghi già esistenti. E’ solo nel 1082 che Crema viene citata come locus (luogo) e nel 1087 come città murata (castrum Crema).

Nel 1782 è la prima volta che il territorio attorno alla città viene chiamato cremasco, dopo che questo stesso territorio era stato diviso in vicarie e nel 1880 uno storico tedesco per la prima volta parla e illustra l’Insula Fulcheria.

Un altro autore è Lodovico Canobio che a metà del 1800 scrive un libro dal titolo “Proseguimento della Storia di Crema”.

Per arrivare in tempi più recenti si può ricordare “Storia di Crema” di Francesco Sforza Benvenuti, “Terre Nostre” di Mons. Zavaglio e “Folclore Cremasco” di Francesco Piantelli.

Ai giorni nostri Tino Moruzzi con “Storia delle fortificazioni della città di Crema” e “La Capitalina”; Fabio Conti che ha scritto “Tarantasio il drago del Lago Gerundo”.

Dopo aver ricordato che nel 2020 per ricordare il 1450 anniversario della fondazione della città è stata coniata in 50 esemplari numerati una medaglia commemorativa, l’auspicio è che si ritrovi il tempo e la voglia di celebrare degnamente ogni anno la festa della fondazione di Crema.