Il centro natatorio, problema irrisolto

Crema, 17 aprile 2021

Centro natatorio, problema irrisolto che porta discussioni. Sport management attende il 7 maggio per conoscere la decisione del giudice in merito alla sua domanda di amministrazione controllata e intanto non apre la piscina di C rema. Ecco le esternazioni del consigliere Simone Beretta (FI) e dei grillini.


"Ora, io capisco che il sindaco cerchi di nascondere delle oggettive responsabilità su tutta una serie di temi amministrativi aperti e delicati, per usare un eufenismo, preoccupandosi di cose come il ddl ZAN, o di Patrikck Zaki, o del premio Nobel ai “Cubani” e altro ancora.

Solo che ci sono ben altri problemi che interessano la nostra comunità e che non trovano soluzioni certe e serie.

C’è qualcuno che sia mai stato rassicurato dalle dichiarazioni del sindaco in merito alla piscina?

Peggio ancora c’è qualcuno che sia mai stato rassicurato dalle scelte fatte dal sindaco a favore di Sport management ieri, oggi e domani?

C’è qualcuno che è mai risultato tranquillo quando al venir meno degli impegni contrattuali assunti da Sport management il comune ha tentennato per troppo tempo prima di richiamare tale società ai suoi doveri contrattuali?

Di certo lo scempio è sotto gli occhi di tutti.

Gli impegni contrattuali mai assolti compiutamente e doverosamente.

Non solo, in attesa che Sport management tentasse di realizzarli senza mai riuscirci pur nei suoi ritardi atavici qualcuno, il sindaco e la sua giunta, hanno pure avuto la brillante idea di prestare loro 185mila euro di cui 35mila a fondo perduto.

Sport Management appena incassato i soldi fino all’ultimo euro ci ha ripagato chiedendo l’amministrazione controllata. Non solo, ha anche preteso dal giorno dopo ulteriori “favori” economici finanziari che per fortuna, ad oggi, gli sono stati negati.

Io non sono tranquillo rispetto al futuro della nostra piscina e vedere oggi che altre piscine sul territorio sono aperte per consentire alle società sportive di potersi allenare e da noi no mi prende uno sgomento indicibile.

Ridurre la nostra città a fanalino di coda del cremasco quando dovremmo proprio in termini di servizi rappresentarne una leadership e un know how da imitare la dice lunga come scelte originariamente sbagliate e perpetrate contro il parere di tanti conducano alla disillusione che neppure dietro l’angolo vi siano soluzioni degne di nota.

Il fatto stesso che Sport Management abbia chiesto ed ottenuto dal tribunale una proroga di due mesi per la presentazione di un piano industriale da sottoporre ai creditori non aiuta certo il nebbione che si è venuto a creare a diradarsi. Compreso il fatto che la stagione estiva si avvicina e dal fronte ad ora nessuna buona.

L’amministrazione comunale di Crema che non ha mai fatto quello che doveva fare e con tempestività deve solo stare alla finestra a guardare che aria tira e a sperare o sognare una fiaba a lieto fine anche se l’orco ad ora non spegne le nostre interessate e reali preoccupazioni?

Cosa aspettarci da una società come Sport Management che dovendo eseguire i lavori entro la fine del 2018 dopo tre anni non aveva ancora rispettato i termini?

Evidentemente già allora una qualche difficoltà di natura economica e finanziaria faceva capolino nei loro bilanci. Qualcuno crede ancora alla favola che l’attuale crisi sia nata improvvisa come un fulmine in ciel sereno o improvvisati sono stati quelli che si sono messi le fette di salame sugli occhi.

C’è un’oggettiva responsabilità politica più volte denunciata da parte di chi ha girato la faccia altrove e non ha compiuto fino in fondo il proprio dovere amministrativo.

Non mettere subito in mora una società inadempiente da un punto di via contrattuale è una grave responsabilità mai giustificata. Convertire in lavori aggiuntivi quello che doveva essere una penale non può certo definirsi buona amministrazione, diversamente da quel che il Sindaco ha voluto far credere.

 Lo è sempre ma questa amministrazione ci ha abituato come anche nel caso di Crema 2020 e in quello dei parcheggi ad arrivare a transare sempre da posizioni di debolezza. Domani lo sarà anche per il tribunale?

Quante volte abbiamo avuto ragione, quante altrettante volte non siamo stati ascoltati, quanta credibilità istituzionale è andata persa. Quanta poca trasparenza ci ha volte annebbiata la vista e solo perché un’amministrazione un po' arrogante non aveva il coraggio di informarci e di chiederci una mano.

Senza contare delle tante lamentele degli utenti ai quali risulta impossibile da loro torto. 

Il rapporto con la Sport Management andava rescisso. Senza se e senza ma. Crema non è la città del Bengodi e i cremaschi volevano vedere rispettata la propria dignità.

Ora, c’è una città che vuol conoscere che futuro ci aspetta.

Siamo di fronte a una Amministrazione che non si degna neppure di rendere conto al Consiglio Comunale e alla città dello stato dell'arte dell’attuale situazione.

Per questa ragione presenteremo una mozione con la quale costringere di fatto il sindaco a confrontarsi.

La presentiamo a giorni per conoscere ma anche per restituire trasparenza e dignità alle Istituzioni, per far capire che le ‘gestioni’ di importanti servizi non sono un affare privato di pochi. La città lo vuole".

Simone Beretta

 


"La situazione del centro natatorio di Crema si fa sempre più grottesca. Pensare che, ancora una volta, sono i soldi dei cittadini, ad essere a rischio: 35.000 € già finiti nel nulla e 150.000 €che rischiano fortemente di essere regalati senza ritorno ad una società privata. A cui si aggiungono 6.700 € più IVA per le spese legali attuali, che probabilmente lieviteranno nelle prossime settimane e mesi vista la situazione di incertezza totale.

Dal Comune ora vengono chiesti impegni precisi a Sport Management. Perché gli stessi impegni non erano stati chiesti e scritti nero su bianco quando venne deciso che il Comune potesse essere un benefattore nei confronti di una SPA? Quella che oggi chiede impegni precisi è la stessa Giunta che, qualche mese fa, si intestardì nel portare avanti una strategia dannosa per quanto riguarda i soldi dei cittadini e per i servizi erogati alla cittadinanza? Quei soldi come faranno ad arrivare da una società nella situazione economica, non proprio idilliaca per usare un eufemismo, in cui si trova Sport Management?

Basterebbe un mea culpa da parte del Sindaco e dell'intera Giunta per ristabilire la verità di un'operazione senza capo né coda.

Imboccare, si spera inconsapevolmente, un tale vicolo cieco, per mantenere aperta la piscina durante un mese estivo (con pochissimi ingressi e servizi erogati assai scadenti) è un'ulteriore segnale dell'incapacità amministrativa di questa Giunta. Se vogliono evitare altre brutte figure politiche, oltre a quelle già ampliamente portate avanti, chiedessero scusa ai Cremaschi e invocassero discontinuità rispetto alle "strategie" fallimentari perpetuate, con insistenza, fino ad oggi da loro stessi.

In questo ginepraio creato dalla Giunta, la matassa non è affatto semplice da sbrogliare. Tuttavia, sono tre i passaggi fondamentali per uscirne: liberarsi di Sport Management da Crema; proseguire con la redazione di un piano di rilancio realistico e sostenibile del centro natatorio coinvolgendo, prima di tutto, i lavoratori; effettuare una seria valutazione per una possibile gestione diretta da parte del Comune, se sostenibile economicamente.

Queste sono le tappe da percorrere per salvare il salvabile, dopo i disastri firmati da tutta questa Giunta, nessuno escluso.

La responsabilità è tutta politica e anche questo tassello si aggiunge al lungo elenco di buchi neri che questa Giunta ha generato in città". 


Manuel Draghetti


© Riproduzione riservata

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