Crema, 15 gennaio 2026

Negli scorsi giorni, la Fondazione San Domenico ha impreziosito i propri spazi grazie a un’importante donazione. Nel proprio testamento, infatti, don Giacomo Carniti, venuto a mancare il 24 settembre dello scorso anno, ha lasciato in donazione alla Fondazione una spinetta che è stata collocata nel foyer del teatro San Domenico.

“Sono davvero felice che sia stata posizionata all’ingresso del teatro – commenta commossa la sorella Isabella. – Giacomo è stato professore di solfeggio al Folcioni e per questo motivo nel testamento ha indicato questa sua volontà. Quando il notaio mi ha avvisato, ho organizzato la consegna a teatro. Sono davvero orgogliosa di lui! Ha donato anche la collezione di piccoli strumenti musicali, le partiture, il pianoforte musicale e alcuni libri al Coro Pregarcantando da lui fondato nel 1977.”.

Nato a Rovereto il 15 aprile 1944, fu ordinato sacerdote il 28 giugno 1969 e aveva insegnato solfeggio al Civico Istituto Musicale Folcioni, oltre a possedere il titolo di maestro in musica sacra e di canto gregoriano. Era diplomato in organistica e suonava il pianoforte. Vicario parrocchiale a Chieve dal 1969 al 1973 e quindi in cattedrale dal 1973 al 1990, dal 1999 è stato prima parroco e poi cappellano a Passarera.

 “MI piace ricordare tante cose di lui, sempre legate alla musica, perché era un grande appassionato. Per esempio, ricordo che ha composto una messa in onore di Pio X. Questo è stato motivo di grande orgoglio – continua la sorella. – Uno degli ultimi giorni di vita, era presente una musicista che gli ha suonato con la sua viola l’Ave Maria di Charles Gounod. È stato davvero commovente quel momento.”.

La scritta che appare sulla spinetta, Dum vixi tacui mortua dulce cano, era in uso metterla su liuti, clavicembali, spinette e si riferisce al fatto che questi strumenti sono fatti di legno, quindi di alberi che nella loro vita non parlano, ma da morti, trasformati in strumenti musicali, cantano.