Lodi, 14 gennaio 2026
(Andrea Biraghi) La condanna è arrivata quasi undici anni dopo e quando è stata pronunciata la vittima era già morta.
Il tribunale di Lodi ha condannato a due anni e quattro mesi di carcere Ileana S., 54 anni, romena, ritenuta responsabile della rapina avvenuta il 2 marzo 2015 davanti al cimitero di Cavacurta. L’uomo derubato, un pensionato che all'epoca aveva di 74 anni, è morto prima di poter vedere la fine della vicenda.
Quel giorno questa persona era stata avvicinata con una scusa e con la tecnica dell'abbraccio, era stato derubato della collanina d’oro. Secondo quanto ricostruito all’epoca, la donna non agiva da sola: con lei c’era una complice e, probabilmente, anche un uomo che le attendeva in auto. I carabinieri di Codogno avevano collegato l’episodio ad altri casi simili avvenuti con le medesime modalità negli stessi giorni in piccoli centri della zona.
Il gruppo si appostava davanti ai cimiteri e prendeva di mira uomini anziani. L’approccio era sempre lo stesso: una richiesta di informazioni, un contatto ravvicinato e poi il furto. In alcuni casi bastava un abbraccio, in altri spinte e strattoni per strappare collane e orologi.
Dopo la denuncia, le due donne erano state identificate e segnalate, ma la posizione di Ileana S. si era complicata quando aveva fatto perdere le proprie tracce, probabilmente tornando in Romania. Da quel momento tutto si era fermato. Il procedimento era rimasto sospeso per anni, mentre la persona che era stata accusata di essere sua complice è stata assolta per mancanza di prove certe.
La situazione si è sbloccata solo lo scorso anno, quando la 54enne era rientrata in Italia ed era stata fermata durante un controllo. Da lì l'iter è ripartito fino alla sentenza emessa ieri anche se la donna non si è mai presentata in aula.
Resta il dato più amaro: la giustizia è arrivata, ma troppo tardi: l’uomo rapinato davanti al cimitero è morto senza avere giustizia.