Soncino, 17 febbraio 2026
(Gianluca Maestri) Via libera del consiglio comunale alle modifiche allo statuto di Padania Acque. Unanime il voto dei presenti alla proposta d’introduzione di due commi, il 3 bis ed il 5 bis, che prevedono il limite dei tre mandati consecutivi sia per i membri del collegio sindacale sia per i membri dell’organo amministrativo.
Presentando l’argomento e riassumendo la vicenda di questo statuto il sindaco Gabriele Gallina si è sfogato circa il comportamento di alcuni suoi colleghi in assemblea parlando di “Punto più basso da quando frequento le assemblee sovracomunali”.
“Durante l’assemblea per l’approvazione del nuovo statuto di Padania Acque – ha raccontato Gallina - un gruppo di sindaci si è astenuto motivando tale decisione con la mancanza, nel testo, della disposizione sul numero dei mandati consentiti ai componenti del collegio sindacale e a quelli dell’organo amministrativo. Il mio parere è che quei sindaci non volessero approvare lo statuto, nonostante tutto il percorso che era stato svolto per arrivare alla votazione. Hanno fatto una figura barbina. È stato toccato il punto più basso della politica da quando frequento le assemblee sovracomunali. Alla fine l’assemblea ha dato mandato al Cda di inserire la norma sul numero dei mandati consecutivi, tre. Chiusa l’assemblea il Cda si è riunito per recepire l’indirizzo dell’assemblea ma nel corso di quella stessa riunione due membri facenti riferimento ai sindaci astenuti hanno cercato di cambiare l’indirizzo, fortunatamente senza riuscirci per via del voto degli altre tre membri. Anche nel Comitato di indirizzo e controllo quattro, forse cinque sindaci hanno cercato di non far andare avanti il testo. Alla fine ci ritroviamo di nuovo in consiglio comunale coi due commi 3 bis e 5 bis, che non sono obbligatori, inseriti nel testo che tutti i comuni dovranno riapprovare. Fatto ciò, verso fine marzo si tornerà in assemblea per riapprovare lo statuto, sempre che alcuni sindaci non si sveglino la mattina e dicano che vogliono lo statuto di colore blu e non di colore verde”.
Per Daniela Cavati, capogruppo di minoranza, “Mettere un limite alla ricandidabilità è una buona cosa, perché evita un’eccessiva fissazione e dà una possibilità di ricambio evitando che società come questa vengano gestite sempre dalle stesse persone”.