Crema, 05 giugno 2026
(Dario Dolci) In Fratelli d’Italia è arrivato il momento della resa dei conti. Ventinove amministratori del partito hanno inviato un documento e una lettera ai vertici regionali e nazionali che costituiscono un atto di sfiducia nei confronti del coordinatore provinciale del partito, nonché consigliere regionale, Marcello Ventura. Il primo firmatario è il senatore Renato Ancorotti, cremasco. Seguono le firme dei quattro consiglieri comunali Giovanni De Grazia, Beppe Torrisi, Emanuela Schiavini e Paolo Patrini (cremaschi pure loro) e di altri 24 amministratori locali della provincia di Cremona. Tutti di Fratelli d’Italia. I destinatari delle missive sono il coordinatore regionale di FdI e attuale commissario della sezione cremasca Carlo Maccari, il responsabile nazionale dell’organizzazione Giovanni Donzelli e la responsabile del tesseramento Arianna Meloni. A loro viene sottoposta la situazione del partito, afflitto da una divisione interna acuita dalle recenti elezioni del Cda di Padania Acque, dove un presidente di FdI, Matteo Romagnoli, è stato eletto grazie a un accordo col Pd. Accordo che non è stato condiviso nelle sedi opportune, come lamentano i firmatari, e che ha snaturato quelli che sono i valori della destra. Nelle missive si ricorda come questo tipo di inciucio col Pd non sia nuovo in provincia e si citano ad esempio le ultime elezioni comunali a Cremona e l’elezione del Cda di Centropadane. Non sembra un caso che la dura presa di posizione arrivi a distanza di pochi giorni dal siluramento di Giovanni De Grazia e del casalese Marco Micolo dal direttivo provinciale. I due consiglieri si erano schierati apertamente contro la linea del partito proprio sulle nomine del collegio sindacale di Padania Acque. Il provvedimento aveva riguardato anche i probiviri, del resto incompatibili con la carica. Ora, l’obiettivo della ‘rivolta’ è chiaro: arrivare alla rimozione di Ventura. Se andasse a buon fine, la mossa potrebbe servire anche a sbloccare la situazione di impasse che si è venuta a creare tra Crema e Cremona e che ha fatto sì che finora le forze di centrodestra non abbiano ancora convocato un tavolo unitario per discutere la scelta del prossimo candidato sindaco cremasco. Al tavolo, infatti, dovrebbero sedersi Ventura e Maccari (o Ancorotti, che è il vice commissario). E per statuto toccherebbe a loro fare il nome del candidato sindaco. In questo momento, i nomi che circolano sono usciti soltanto in via informale, senza che nessuna forza del centrodestra si sia ancora espressa ufficialmente. Quello dell’ex vice questore Daniel Segre, che si sta già muovendo con vari incontri, sembra avere l’appoggio convinto della Lega e quello di FdI. Forza Italia ha fatto circolare quello di Cristiano Duva, mentre Noi Moderati non ha mai nascosto di preferire Antonio Agazzi. Per fare chiarezza serve un tavolo. Senza Ventura, potrebbe essere più facile convocarlo. Sempre che l'ostacolo sia solo lui.