Crotta d'Adda, 13 gennaio 2026
(Andrea Biraghi) La truffa è andata a segno in poco più di mezz’ora. A finire nel mirino è stato un anziano di oltre ottant’anni che vive da solo a Crotta d’Adda. Alle 10.30 del mattino l’uomo ha ricevuto una telefonata da un sedicente maresciallo dei carabinieri, che si è presentato come appartenente al comando di Cremona. Il falso militare ha parlato di una rapina avvenuta nel territorio e di controlli casa per casa per verificare se gioielli e preziosi potessero far parte della refurtiva.
La chiamata è servita a preparare il terreno. Il truffatore ha spiegato che, entro massimo mezz’ora, sarebbe passato un operatore della Radiomobile in borghese per un rapido controllo. Alle 11, puntuale, un uomo si è presentato alla porta dell’anziano. Nessuna divisa, nessun tesserino, ma un tono fermo e istituzionale che ha convinto la vittima ad aprire.
In pochi minuti l’anziano ha consegnato 250 euro in contanti, collane d’oro e orologi per circa diecimila euro. Prima di andarsene, il truffatore ha rassicurato la vittima: il materiale sarebbe stato confrontato con quello rubato e, entro la giornata, sarebbe arrivata una telefonata di aggiornamento.
Un dettaglio emerso nelle indagini rende il raggiro particolarmente insidioso. Sul telefono dell’anziano, durante la chiamata, è effettivamente comparso un numero riconducibile a un comando dell’Arma. Gli investigatori ipotizzano l’uso dello spoofing, una tecnica che consente di falsificare l’identità del mittente di una chiamata facendo apparire sul display un numero ufficiale e affidabile. In questo modo il truffatore aumenta la credibilità del raggiro e spinge la vittima ad abbassare le difese. Nel caso specifico, il livello tecnologico era limitato alla manipolazione del numero telefonico, ma sufficiente a rendere la truffa efficace.
La consapevolezza di quanto accaduto è arrivata solo più tardi. Parlando con i familiari, l’anziano ha capito di essere stato raggirato. A quel punto ha denunciato l’episodio ai carabinieri, quelli veri. Le indagini sono ora in corso e sono affidate ai militari della stazione di Pizzighettone, che stanno analizzando anche le immagini delle telecamere di video sorveglianza.
Per difendersi da questo tipo di raggiri è fondamentale ricordare alcune regole di base: nessun appartenente alle forze dell’ordine chiede denaro, gioielli o oggetti di valore né telefonicamente né presentandosi a domicilio. Allo stesso modo, non vengono effettuati controlli casa per casa con queste modalità. In presenza di chiamate sospette è importante interrompere subito la conversazione, non aprire la porta a sconosciuti e verificare sempre contattando il 112 o un familiare di fiducia.