Crema News - La ricerca della felicità Don Natale Grassi Scalvini

Cremasco, 01 febbraio 2026

IV Domenica Ordinaria A​ ​

 La Parola: ​​Sof 2,3; 3,12-13  Sal 145 1Cor 1,26-31 Mt 5,1-12

 Dal Vangelo secondo Matteo ​​Mt 5,1-12a

 In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore.

 

(Don Natale Grassi Scalvini) Abbiamo appena festeggiato san Giovanni Bosco e certamente tutti ricordiamo come una delle caratteristiche principali del suo progetto educativo verso i ragazzi fosse proprio l’allegria. Anche Gesù sembra fondare la nuova comunità di suoi seguaci non sulla paura di un Dio padrone sempre pronto a richiamarci e castigarci per i nostri errori, ma piuttosto sulla beatitudine, la vera e completa felicità che tutti desideriamo e a cui tutti, anche quelli più in difficoltà secondo le nostre misure umane, possono giungere. Promettere ancora più felicità e allegria alle persone della nostra società non è facile perché noi siamo in realtà già ricchi di tante cose e soprattutto ci viene fatto credere che per essere felici, sempre più felici, basta comprare e possedere sempre più cose, rimanendo sempre aggiornati con le ultime novità della vetrina della pubblicità.

Come ci viene spesso ripetuto per essere felici oggi basta un click, tutto è facile e a portata di mano, tutto può essere acquistato stando comodamente in poltrona e usando la carta di credito che è davvero indolore e quasi non ti sembra di spendere. Ma evidentemente Gesù non parla solo della felicità materiale, quella che viene alimentata dalle cose, lui vuole proprio offrirci una felicità che diventa beatitudine, una condizione del nostro animo per cui possiamo davvero sentirci appagati e sereni pur non comprando e possedendo nulla.

Da una parte quindi possiamo anche lasciarci attrarre dalle cose materiali e probabilmente anche avere in questi oggetti la risposta a qualche nostra esigenza fisica, ma credo che tutti nel profondo del nostro cuore abbiamo il desiderio di quella grande pace che solo la beatitudine di Gesù riesce a darci.

Mentre ci impegniamo ad assicurare a noi e alle nostre famiglie quanto è necessario per una vita dignitosa e tranquilla, non lasciamoci prendere dal demone del desiderio, che purtroppo vediamo all’opera in tante persone, anche a noi vicine, pronte a tutto pur di avere sempre un po’ più di potere, di visibilità, di ricchezza e benessere, anche al di la di quanto poi ci è umanamente possibile consumare nell’arco di una vita.

Le otto strade che conducono alla vera felicità secondo Gesù possono sembrare molto difficili, più impegnative anche di quelle di cui si racconta nel film ‘Le otto montagne’, ma a pensarci bene ci invitano semplicemente a vivere con semplicità e consapevolezza dei nostri limiti, sempre più convinti che lo scopo ultimo della nostra vita non è accumulare beni su questa terra, dove un giorno li dovremo lasciare tutti, ma proprio tutti, ma puntare alla pienezza della gioia nel regno celeste. Forse siamo troppo appiattiti sul presente e subito, per cui ci sfugge il disegno di Dio predisposto per la nostra vita che è molto più ampio e pensa ad una vita composta da questa esperienza terrena, dove le cose materiali hanno la loro importanza ma che è destinata a completarsi spalancandoci l’eternità della beatitudine promessa a quanti cercano anche adesso di vivere sempre in comunione con Dio compiendo la sua volontà e vivendo in pace e serenità le esperienze di ogni giorno. Non perdiamo mai la capacità di vivere con i piedi ben piantati per terra ma con la testa sempre rivolta al cielo dove si compirà la nostra vera beatitudine.