Lucio Rossi con il presidente Marcello Palmieri
Cfema, 04 marzo 2026
Ha coordinato il team di scienziati che ha costruito la macchina con cui è stato scoperto il bosone di Higgs, conducendo così il più grande esperimento scientifico della storia. Lucio Rossi, nato in un paesino del piacentino, è divenuto un luminare mondiale della fisica. E oggi, a pranzo, ha scelto il Rotary Club Crema per presentare la sua parabola umana e professionale. Poco più di mezz’ora di relazione, alla presenza di una trentina di soci.
A fare gli onori di casa, presso il ristorante Atelier di via Ginnasio, il presidente del sodalizio, l’avvocato Marcello Palmieri, che ha innanzitutto ringraziato la segretaria esecutiva del Club, Monica Vincenzi, per aver favorito la presenza dell’illustre ospite. “Quella di oggi non sarà una semplice relazione – ha scandito il presidente all’inizio della conviviale – ma una vera e propria lectio magistralis che darà ulteriore lustro al nostro Club”.
Rossi, aiutato da una presentazione proiettata sul maxischermo, ha mostrato la gigantesca macchina creata dal suo team al Cern di Ginevra, spiegandone in modo chiaro e comprensibile a tutti – cosa tutt’altro che scontata, visto l’argomento – il suo funzionamento. Uno dei concetti che ha lasciato: “Il bosone di Higgs ci dimostra che anche la massa di una particella non è un concetto assoluto, che rileva di per se stesso, ma il frutto una relazione”. Pochi, oltre a lui, si sono avvicinati così tanto all’origine dell’universo. E lui non ne ha fatto mistero: “La scienza non spiega tutto, se non il fatto che tutto quanto è accaduto agli inizi e continua ad accadere non può essere frutto del solo caso”. Da qui, la sua fede in Dio, che nella sua personale visione è “quella libertà primigenia da cui tutto è nato”. Libertà, ma anche bene. E qui, il professore si è ricollegato al motto del Presidente internazionale Rotary dell’anno, “Uniti per fare il bene”: “Se noi fossimo obbligati a fare il bene – ha detto – allora il bene non sarebbe più tale. Il bene è bene perché frutto di una libera scelta”.
Al termine dell’intervento, lo scienziato è stato omaggiato del gagliardetto e della medaglia del Club, quest’ultima un ricordo anche della nostra città: impressi, infatti, oltre al logo del Rotary Crema, riporta le foto del Duomo, del Torrazzo, di Porta Serio e della Basilica di Santa Maria della Croce.
Quello di oggi non è l’unico relatore di pregio ospite del Rotary Crema.