Rivolta, finale trofeo di basket

Domenica sera, alle 21, in piazza Vittorio Emanuele II, si gioca la finale del torneo di basket Contrade a canestro organizzato dalla società locale Il Momento Basket.

Coronavirus, i numeri del 30 giugno

Tasso di contagio, uno su quattro positivo in Lombardia; in provincia si dimezza il numero dei nuovi positivi; aumenta ancora il numero dei ricoverati. Leggi cliccando qui

Cremasco, lavori in corso

Da ieri lavori sulla Paullese e da domani sulla tangenziale, con ripercussioni sul traffico; lavori anche in stazione. Leggi cliccando qui

Crema, torneo di calcetto

Parte oggi il torneo di calcetto organizzato da Uozzap e che si disputa a S. Maria. Leggi l'articolo cliccando qui

Crema, la storia (XXVIII puntata)

Sotto il dominio della Serenissima Crema diventa bella. Leggi la XXVIII puntata della storia di Crema cliccando qui

Crema, treni fermi

Circolazione sospesa da Casaletto Vaprio a Castelleone per lavori alla ferrovia propedeutici per il sotto passo. Leggi l'articolo cliccando qui

Amore, un comandamento semplice e sconvolgente

Cremasco, 15 maggio 2022

V Domenica- di Pasqua C

La Parola: At 14,21-27 Sal 144 Ap 21,1-5 Gv 13,31-35:

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 13,31-33a.34-35

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: "Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri".


In questo periodo ho partecipato a ben cinque riunioni con il vescovo e i miei confratelli sacerdoti per preparare insieme alcune linee condivise per il nuovo anno pastorale, in modo da non farci trovare impreparati di fronte alle sfide sempre più grandi per la vita e la crescita della nostra realtà ecclesiale, anche in seguito al nuovo indirizzo generale legato alla formazione delle nuove unità pastorali. Impegno necessario e doveroso perché la volontà di Dio da mettere in atto nella vita quotidiana delle nostre parrocchie deve tener conto di tante difficoltà e situazioni particolari e contingenti dovute alla nostra realtà umana tanto fragile e incostante. Ma questa domenica ci troviamo davanti alla parola semplice ed esplicita del Signore Gesù, che ci sembra azzerare tutti i nostri sforzi di programmazione e preparazione; ci chiede una sola cosa: amatevi come io ho amato voi. E potremmo aggiungere: non vi serve proprio nient’altro per essere veri miei discepoli, questo basta ed avanza. Di fronte a queste parole disarmanti del Signore Gesù tutte le nostre scuse e gli estenuanti tentativi di trovare formule pastorali di annuncio e di testimonianza cristiana, falliscono miseramente e scompaiono come neve al sole. Naturalmente visto che da secoli la trasmissione e la pratica liturgica e caritativa della fede avvengono in modo storicamente determinato, cercando concretamente, nei vari periodi e di fronte alle sfide sempre nuove che il mondo e la sua evoluzione pre- sentano ai credenti, risposte concrete ed adeguate per rendere sempre attuale e vivo il messaggio evangelico, dobbiamo necessariamente fermarci ogni tanto a riflettere sul come essere sempre credibili, anche, per esempio, nella nuova realtà di un mondo trasformato radicalmente dalla rivoluzione digitale. Ma di fronte al semplice e sconvolgente comandamento dell’amore, tanto antico ma sempre nuovo ed intrigante, non possiamo che riconoscere che forse dovremmo davvero muoverci con maggiore docilità a seguire quotidianamente quelle ultime e immense parole che Gesù ci ha lasciato nel suo testamento spirituale durante l’ultima cena. Almeno noi, che regolarmente partecipiamo alla celebrazione eucaristia, memoriale di quell’ultima e totale offerta di Gesù, dovremmo accogliere concretamente l’invito a fare questo in sua memoria. Sappiamo bene infatti che siamo chiamati non solo a ricordare le sue parole di quella sera, ma soprattutto a fare come ha fatto lui, offrendo la vita per gli amici, amandoli fino alla fine. Purtroppo osserviamo e viviamo tutti con desolazione e grande rammarico la situazione attuale: nonostante duemila anni di annuncio e testimonianza cristiana, la società umana è sempre segnata dalla malvagità e dalla banalità del male, a partire dai piccoli litigi di casa nostra fino agli omicidi e femminicidi di ordinaria follia e alla pazzia senza limiti di chi scatena guerre e pensa di risolvere i dissidi tra le nazioni con le armi. Ma non dobbiamo perdere la speranza nella forza del bene e proprio oggi che nella nostra parrocchia abbiamo 26 giovani amici che si accostano per la prima volta alla Prima Comunione, dobbiamo sentirci impegnati a consegnare loro non solo la tradizione di ciò che anche noi abbiamo ricevuto ma soprattutto la gioia e la speranza che la presenza del Signore risorto nella nostra vita è sicura prova del suo amore infinito per i suoi amici e indicazione chiara di come noi tutti possiamo davvero rendere un poco migliore il nostro mondo, mettendo in pratica ogni giorno il suo straordinario messaggio di amore seguendo in tutto l’esempio che lui ci ha dato.


Nella foto, don Natale Grassi Scalvini, autore della riflessione, tornato alle sue amate montagne


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