La riflessione di don Natale Grassi Scalvini

Cremasco, 24 ottobre 2021

30a Domenica ordinaria anno B

La Parola: Ger 31,7-9 Sal 125 Eb 5,1-6 Mc 10,46-52:

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: "Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!". Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!". Gesù si fermò e disse: "Chiamatelo!". Chiamarono il cieco, dicendogli: "Coraggio! Àlzati, ti chiama!". Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: "Che cosa vuoi che io faccia per te?". E il cieco gli rispose: "Rabbunì, che io veda di nuovo!". E Gesù gli disse: "Va’, la tua fede ti ha salvato". E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.



Nell’ultimo mese son passato per ben otto volte in ospedale nel reparto oculistico e vi ho sempre trovato una trentina di pazienti, senza mai vederne uno per due volte. Evidentemente ci sono davvero tante persone con problemi di vista e che probabilmente oggi, andando a messa, penseranno come me, che il vangelo odierno parla proprio di noi e della nostra situazione. Per la verità nessuno dei pazienti incrociati era totalmente cieco e soprattutto sappiamo bene che il racconto di Marco non è solo il resoconto di un evento miracoloso ma come sempre vuole dirci qualcosa di più che riguarda tutta la nostra vita. In effetti al primo ascolto mi stupisce sempre la domanda apparentemente assurda, al punto da sfiorare il ridicolo, di Gesù al povero cieco. Questo tale gli sta urlando dietro come un ossesso per attirare la sua attenzione e lui, il maestro e profeta, conoscitore di tutte le cose e delle persone, anche nell’intimo, gli chiede candidamente cosa vuole che faccia per lui. La risposta è scontata ovviamente, ma forse Gesù vuole subito far riflettere il cieco, e noi con lui, su che cosa sia davvero più importante nella nostra vita e la domanda allora diventa; a cosa ti serve la vista? Cosa ne vuoi fare nella tua vita? Ecco allora che oggi Gesù non parla solo ai ciechi o a chi ha qualche problema di vista. Ancora una volta vuole metterci tutti di fronte alla domanda essenziale, se siamo pronti a seguirlo e a fare di lui il centro della nostra esistenza Non possiamo non notare che però stavolta quest’uomo, che prima era cieco, ora ci vede davvero benissimo e capisce proprio tutto e, contrariamente al giovane ricco di cui abbiamo sentito domenica scorsa, lui è pronto a seguire il maestro, guadagnandosi così la vera salvezza. Lui non ha ricchezze da perdere ma solo tanto amore e benevolenza da guadagnare, pronto sicuramente a cercare e riconoscere ciò che vale di più nella vita secondo gli insegnamenti del Maestro. Avere difficoltà alla vista aiuta tante volte a capire e a mettere in ordine diverso anche alcune priorità della vita ordinaria. Ma se davvero ci lasciamo illuminare e guarire da Gesù allora la vista spirituale, più profonda ed efficace, ci aiuta sicuramente a riconoscere quello che davvero ci è più indispensabile nella vita: seguire il Signore Gesù e imparare da lui come far crescere e far fruttificare la nostra esistenza, pronti a dare la vita per gli altri ed avere finalmente il coraggio di metterci a servizio dei fratelli. Non auguro a nessuno l’esperienza della cecità fisica, neanche parziale o momentanea, ma spero che tutti ci accorgiamo di essere in realtà come ciechi quando teniamo la testa bassa e volgiamo il nostro interesse solo ai beni materiali e al nostro benessere psico-fisico qui e ora senza preoccuparci del destino di vita eterna a cui tutti siamo chiamati, anche se non ne vediamo ancora chiaramente il compimento nella nostra vita attuale. Non abbiamo bisogno di urlare per attirare l’attenzione di Gesù, lui stesso ci cerca e ci aspetta: basta aprire gli occhi della nostra mente e del nostro cuore, per essere pronti a offrirgli la nostra fede e questa ci condurrà alla salvezza tutta intera.

(Sul mio canale youtube trovate il video della riflessione: https://youtu.be/Fq6sRwASaOE ) 


Nella foto, don Natale Grassi Scalvini, autore della riflessione


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