Crema News - Una vita da cristiani Don Natale Grassi Scalvini

Cremasco, 11 gennaio 2026

I Domenica Ordinaria A​Battesimo di Gesù​ ​

 La Parola: ​​Is 42,1-4.6-7  Sal 28 At 10,34-38 Mt 3,13-17

 Dal Vangelo secondo Matteo ​​Mt 3,13-17

 In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Parola del Signore.

 

(Don Natale Grtassi Scalvini) Anche nella nostra parrocchia la prima domenica ordinaria, in cui si ricorda il Battesimo di Gesù nel Giordano per mano di Giovanni il Battista, si festeggia il battesimo di ciascuno di noi e in particolare dei ragazzi che, proprio grazie al battesimo ricevuto da infanti ora si preparano a crescere nella vita cristiana ricevendo gli altri sacramenti della iniziazione cristiana. Momento certamente importante per tutti questi ragazzi che si trovano adesso a vivere in prima persona e in modo diretto gli eventi della salvezza guadagnata per loro dalla incarnazione e morte in croce di Gesù. Ma anche per i relativi genitori si tratta di un momento significativo: presentano e affidano alla comunità i loro piccoli perché diventino grandi insieme agli altri superando il confine della cerchia familiare. 

Il gioco delle parti che all’inizio del brano evangelico affrontano, in maniera inaspettata, anche Gesù e Giovanni attira certamente la nostra attenzione anche se sappiamo riconoscere subito pure noi chi dei due è l’autore e chi invece solo lo strumento del Battesimo. Ma questo può essere un dubbio anche oggi per la nostra celebrazione. Chi sono i veri protagonisti dell’evento? Mi verrebbe subito da dire i ragazzi visto che sono loro che ci mettono la faccia, la parola e l’impegno a seguire con fedeltà gli incontri di catechesi e di preghiera. Ma subito i genitori potrebbero controbattere che in realtà sono loro che hanno chiesto il battesimo per i loro figli e che quindi son loro che adesso chiedono la pienezza della grazia divina per i loro ragazzi. Senza dimenticare poi che siamo proprio noi genitori quelli che si impegnano concretamente a ricordare e a mandare a catechismo o a messa i ragazzi che magari a volte preferirebbero fare altro o perché sono già impegnati in tante altre attività. Ma poi ci sono anch’io e il catechisti e tutta la comunità, pronti a ricordare che in realtà tutte le belle motivazioni che rendono importanti i ragazzi e i genitori in questa celebrazione, sono ancora più vere e significative per la comunità cristiana che accoglie e fa crescere i suoi nuovi figli nel cammino quotidiano della testimonianza cristiana e in quello settimanale della celebrazione comunitaria.

Ci troviamo quindi con ben tre personaggi sicuramente centrali e decisivi al punto che non saprei davvero scegliere quale sia il più grande. Ma per fortuna la soluzione è semplice. Il vero e grande centro di tutto questo è sempre e solo il nostro vero e grande Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo. Infatti tutto questo è possibile solo perché il Padre da sempre, prima ancora che fossero concepiti nel grembo, ha pensato e amato i nostri figli, come tutti noi del resto. Ma naturalmente è solo grazie all’opera di salvezza realizzata da Gesù, che adesso ci vuole tutti suoi amici, che noi possiamo vivere un momento così bello di amicizia e crescita tra di noi. Ma soprattutto è grazie allo Spirito Santo, vivo e operante giorno per giorno nella sua chiesa e nel mondo che noi possiamo sentirci in vera comunione non solo tra di noi ma con tutta la chiesa universale e soprattutto con la Santissima Trinità che guida il nostro cammino quotidiano verso il regno celeste. 

Quindi, nonostante tutti i nostri limiti, i peccati, le dimenticanze di Dio e dei nostri impegni assunti con lui, in realtà noi, qui, adesso, stiamo vivendo una esperienza divina e non certo per merito nostro e delle nostre buone opere e dei nostri buoni propositi ma perché siamo certi che tutto il nostro impegno a vivere da cristiani porta un po’ di frutto per il bene del mondo e delle nostre anime solo grazie all’amore e alla presenza di Dio che vuole sempre il meglio per i suoi figli, piccoli o grandi che siano.