Crema, 19 gennaio 2026

Riflessione sulle prossime elezioni, in una lettera di Nicardi e Corlazzoli

“Dove sei Adam?”.

E’ la celebre domanda biblica di Dio ad Adamo (Genesi 3,9) e si riferisce a un interrogativo esistenziale sul posto dell'uomo nel mondo, non a una posizione fisica. Il nome Adam deriva dalla radice ebraica che indica terra, suolo, e in senso più ampio, l'umanità stessa.

In questi giorni, in cui da più parti, sono arrivati annunci di liste che alle prossime amministrative sono pronte a sostenere il sindaco Fabio Bergamaschi, noi ci chiediamo: “Dove sei terra di Crema?”. Quell’interrogativo è una domanda politica: alla città, a chi la guida, a chi la abita. Una domanda che va oltre la necessità di affermarsi ma che vuol scuotere: che città è Crema? Che comunità è stata realizzata? Che cammino umano, civico sta facendo la nostra terra?

Chi scrive questa riflessione, alle precedenti elezioni amministrative, aveva realizzato con dei giovani la lista Cremalab, un laboratorio politico che è stato scelto da numerosi cittadini tanto da esprimere un assessore e due consiglieri comunali. Chi ha ereditato quel progetto ha annunciato che la lista civica Cremalab si ripresenterà alle prossime amministrative.

Va tuttavia precisato ai cittadini che quel progetto è cambiato, non ha più le caratteristiche iniziali tant’è che chi scrive non lo sosterrà più in nome della richiesta di una netta discontinuità dallo stile politico di Fabio Bergamaschi e della sua maggioranza.

Per rispondere all’interrogativo iniziale – umano prima che biblico – non crediamo che oggi Crema stia realizzando una comunità veramente inclusiva, giusta nelle opportunità, sostenibile, capace di valorizzare il proprio patrimonio storico e culturale, partecipativa e consapevole delle sue fragilità. Siamo coscienti che in questi anni numerose istanze dei cittadini non sono state accolte per costruire una città “da cartolina” ad immagine e somiglianza di pochi anziché di tanti.

Crema è stata definita la “città dei Paperoni” ma in questo tempo di iniquità abbiamo bisogno di costruire una comunità solidale, capace di valorizzare il volontariato, il Terzo Settore, di immaginare una città “governata” con la partecipazione di tutti e non di pochi.

Chiediamo fin d’ora che i cittadini – in vista delle prossime amministrative – si interroghino prendendo le distanze da un civismo” di facciata, utile a fini elettorali ma che poi si dimostra una scatola vuota, chiedendo a chi ha fatto la consuetudine con il potere di farsi da parte per garantire un vero ricambio generazionale, mettendo fine a governi da manuale Cencelli per dare a Crema un’amministrazione competente.

 

Paolo Nicardi

Alex Corlazzoli