Irene Pozzebon, Simonetta Protti e Diana Cossu
Lodi, 27 gennaio 2026
(Francesco C arrubba) Attivate le visite del team delle dietiste dell'Asst di Lodi direttamente a casa di alcuni cittadini. Include un counseling nutrizionale, l’elaborazione e la revisione delle indicazioni dietetiche, il monitoraggio del diario alimentare e la rilevazione delle misure “antropometriche”: peso, altezza, circonferenze corporee.
La nuova iniziativa dello screening nutrizionale a domicilio, già operativo, è rivolta agli over 65 anni particolarmente fragili, dimessi dai reparti ospedalieri o da un percorso ambulatoriale: “Sono persone che hanno bisogno di una valutazione nutrizionale per individuare precocemente condizioni di rischio mal nutritivo”, spiega Silvana Cirincione, Direttore Socio Sanitario.
Nel dettaglio, l’intervento degli operatori dell’Asst è indirizzato sia ai pazienti a rischio nutrizionale alla dimissione ospedaliera sia a chi, durante il ricovero, abbia ricevuto indicazioni dietetiche personalizzate o prescrizioni di supplementi nutrizionali. D'altra parte le evidenze scientifiche definiscono la malnutrizione una condizione clinica: per eccesso o per difetto, spesso è aggravata da patologie croniche, invecchiamento e carenze di micronutrienti.
La dottoressa Simonetta Protti, la responsabile del progetto e della struttura semplice di Nutrizione Clinica che si avvale di un team di due dietiste impegnate ad hoc, Irene Pozzebon e Diana Cossu, illustra chi sono i destinatari ideali: “In particolare sono soggetti ultra 65enni, non autosufficienti o con limitate capacità di accesso ai servizi ambulatoriali; pazienti che allo screening nutrizionale pre-dimissione sono risultati a rischio di malnutrizione o che necessitano di una valutazione approfondita e di un percorso mirato di assistenza dietetico-nutrizionale”.
La segnalazione al servizio dei malati che necessitano di un intervento, viene fatta dal personale sanitario responsabile del percorso di dimissione, ma anche dal medico curante o da chiunque partecipa al percorso assistenziale territoriale del paziente (per esempio, l’IFeC o l’infermiere dell’Adi).
“Siamo certi che questa nuova risorsa territoriale rappresenti un valore aggiunto per il percorso di presa in carico”, conclude Guido Grignaffini, Direttore Generale dell’Asst di Lodi, “Un ulteriore salto di qualità nell’alleanza ospedale territorio, di fatto un potenziamento dei servizi assistenziali territoriali”.