Agnadello, festa per l'oratorio

Festa per l'oratorio che compie 35 anni. Sulla torta una frase di S. Giovanni Bosco. Leggi cosa è stato fatto cliccando qui

Offanengo, sì alle comunità energetiche

Il consiglio comunale ha detto sì alle comunità energetiche, aderendo al progetto della regione Lombardia. Leggi cliccando qui

Madignano, addio a Maffi

Un infarto ha ucciso Fabrizio Maffi, tra le prime guardie ecologiche del cremasco. Leggi cliccando qui

Occhio alla truffa

Qualcuno scrive nei commenti del giornale avvertendo che sono stati vinti cinque milioni di euro. E' una truffa. Leggi cliccando qui

Spino d'Adda, lutto

Addio a Giovanni Garnieri, primo presidente della Spinese Oratorio. Leggi il ricordo cliccando qui

Ripalta, che Bontà!

Successo per la prima cena delle specialità cremasche, con il presidente Aries Bonazza, al ristorante Loghetto. Leggi che è stato servito cliccando qui

Basket, bene Parking graf

Seconda vittoria nel campionato di basket di serie A per la Parking Graf che batte il Brixia 72-64.

Crema, Anffas scrive ai ladri

"Non farete sonni tranquilli dopo averci derubato". Lettera dell'Anffas ai ladri che hanno svaligiato due sedi dell'associazione. Leggi che cosa scrive cliccando qui

Volley, passa la Chromavis

Vittoria al quinto set per la Chromavis Eco Db contro Orocash Lecco, ma due punti non bastano perché dietro vincono tutte e sorpassano. Leggi cliccando qui

Calcio, pari per il Crema

Il Crema agguanta il pari negli ultimi minuti (rete all'84' di Brero) dopo essere stato a lungo sotto di una rete contro il Carpi, sceso al Voltini per fare risultato.

Crema, vaccini senza appuntamento

Due giorni di vaccinazioni senza appuntamenti. Leggi quando e dove presentarsi cliccando qui

Confisca definitiva di 7,8 milioni di euro a Silvani

Crema News - GDF confisca 7,8 milioni di euro

Chieve, 22 settembre 2022

 I militari della Compagnia di Crema, in esecuzione di una sentenza di condanna definitiva emessa dalla Corte d’Appello di Brescia, hanno confiscato un ingente patrimonio mobiliare e immobiliare, dal complessivo valore di 7.8 milioni di euro, nella disponibilità di Antonio Silvani, artigiano cremasco che, negli scorsi anni, aveva realizzato una serie di estorsioni in danno dei suoi clienti e che, attualmente, sta scontando la pena di quattro anni e dieci mesi di reclusione presso la casa circondariale di Bollate.

Il meccanismo estorsivo perpetrato dall’artigiano, svelato dalle indagini effettuate dalle Fiamme Gialle tra il 2014 ed il 2016 consisteva nella pretesa, da centinaia di vecchi clienti che in passato lo avevano già pagato in nero o comunque in contanti per i lavori effettuati, di un ulteriore pagamento dietro la minaccia di decreti ingiuntivi.

Lo schema era semplice: dieci anni dopo la cessazione dell’attività d’impresa, assicuratosi lo spirare del termine quinquennale di prescrizione per la contestazione delle violazioni tributarie ma comunque in tempo per promuovere l’azione civile (il cui termine è invece decennale), l’artigiano aveva cominciato a sollecitare ai vecchi clienti il pagamento di fatture a suo tempo mai emesse e per lavori per cui aveva peraltro già ottenuto il pagamento.

A fronte di oltre 180 fatture, tutte datate 2004, nel 2014 l’artigiano aveva proposto ricorso per ingiunzione al Tribunale competente ove le persone offese, a distanza di dieci anni, non potevano riuscire a dimostrare l’avvenuta estinzione del debito perché il pagamento delle prestazioni contrattuali era all’epoca avvenuto in contanti e in nero.

Nel corso delle indagini, tuttavia, le Fiamme Gialle cremasche avevano puntualmente ricostruito l’intero patrimonio mobiliare ed immobiliare riconducibile all’artigiano, accertando un’elevatissima sproporzione tra tale tenore di vita ed i redditi effettivamente dichiarati. Questa indagine “parallela” aveva così consentito di assoggettare a sequestro preventivo per sproporzione, disposto dal Gip presso il Tribunale di Cremona, un patrimonio dal complessivo valore di 7.8 milioni di euro composto da 91 immobili e 30 veicoli, nonché diverse società e il saldo attivo di numerosi conti correnti (alcuni dei quali anche ubicati all’estero).

Questa forma di aggressione patrimoniale, nello specifico, è finalizzata alla confisca per sproporzione in caso di condanna per reati molto gravi, tra cui quello di estorsione (per cui l’artigiano è stato condannato), dei beni di cui il condannato non può giustificare la provenienza e di cui risulta avere la disponibilità in valore sproporzionato al proprio reddito.

Il patrimonio dell’artigiano, con il passaggio in giudicato della sentenza di condanna, è stato così definitivamente confiscato e reimmesso interamente nella disponibilità dello Stato.

Il sequestro di patrimoni illeciti, detenuti in Italia o all’estero, operato sistematicamente dalla Guardia di Finanza, assume un valore anche “sociale”, poiché consente di restituire alla collettività le ricchezze accumulate nel tempo dalla criminalità.


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