Crema News - Bagnolo - I tigli si potevano salvare

Bagnolo Cremasco, 08 maggio 2026

(Annalisa Andreini) I tigli della scuola dell’infanzia si potevano salvare: bastavano cura e controlli periodi. Ma il discorso è più ampio: la minoranza punta il dito anche su altri 10 alberi abbattuti lo scorso anno.

È quanto annunciato dal capogruppo di minoranza Paolo Aiolfi, che parla di una scelta esagerata rispetto al reale stato di salute delle piante del giardino della scuola dell’infanzia del paese. 

Proprio in questi giorni, infatti, sono partiti i lavori di abbattimento dei famosi grandi tigli e di un abete, cari ai ricordi di tutti i cittadini.

La contestazione della minoranza Prima Bagnolo parte dalla relazione tecnica richiesta tre anni fa, quando Paolo Aiolfi era sindaco e in cui i tigli erano ritenuti stabili e in buone condizioni strutturali. Necessitavano solo di ordinari interventi di manutenzione.

“Dalla relazione di 3 anni fa - ricorda Paolo Aiolfi - solamente alla pianta n.4 (diventata la n.6 nella nuova relazione di un’agronoma incaricata dall’attuale amministrazione) presentava una carie avanzata, ma avendo installato tiranti è stata consolidata. Se fossero stati valutati i consolidamenti fatti ed eventualmente ne fossero stati programmati altri, il rischio si sarebbe ridotto a un livello accettabile, anche considerando la posizione sensibile (nel giardino di una scuola). Inoltre, la sola presenza della carie al castello della pianta non implica la rottura delle branche, in quanto le piante reagiscono compartimentando le ferite e formando nuovo legno di reazione”. 

L’ex sindaco di Bagnolo contesta dunque la questione dello stato di grave ammaloramento dei tigli, che avrebbe spinto il Comune alla decisione di abbattimento per ragioni di sicurezza verso i bambini, il personale scolastico e anche l’edificio stesso, come dichiarato dal sindaco Doriano Aiolfi( cfr art del 23 aprile 2026). 

“Alla base delle indagini strumentali che erano state fatte in precedenza- continua Paolo Aiolfi- non erano stati riscontrati difetti. Solamente la pianta n1 aveva una piccolissima cavità. Tronchi e radici erano sanissime. Certamente nessuno è in grado di prevedere cedimenti improvvisi di un tronco ma, essendo consolidato con legature fatte da professionisti 3 anni fa, sarebbero rimasti appesi in quota”.