La passerella crollata
Corrotta d'Adda, 15 luglio 2026
(Andrea Biraghi) Si sblocca soltanto in parte la lunga operazione per rimuovere ciò che resta della passerella ciclopedonale crollata tra Crotta d’Adda e Maccastorna. Le macerie finite nel fiume potrebbero essere recuperate entro la fine di luglio, mentre per i tre tronconi ancora agganciati al ponte stradale non è ancora possibile indicare una data.
Sono trascorsi cinque mesi dal primo cedimento del 13 febbraio. Nei giorni e nelle settimane successive la struttura aveva continuato a cedere, con altri crolli registrati il 16 e il 19 febbraio, il primo e il 30 marzo. Una parte della passerella è precipitata nell’alveo dell’Adda, mentre altri elementi sono rimasti sospesi e collegati al viadotto.
L’area è ancora sottoposta a sequestro probatorio nell’ambito dell’indagine per crollo colposo. La custodia giudiziaria è stata affidata alla Provincia di Lodi e sotto il ponte resta in vigore il divieto di navigazione, nonostante nelle ultime settimane siano arrivate segnalazioni sul mancato rispetto dell’interdizione.
Aipo ha predisposto due progetti distinti. Il primo riguarda la rimozione delle macerie presenti nel fiume e ha ottenuto il via libera necessario dalla Procura di Lodi. Restano da definire gli ultimi aspetti con l’impresa incaricata, ma l’obiettivo è aprire il cantiere entro la fine del mese, sfruttando anche il livello contenuto dell’Adda.
Secondo il dirigente Aipo Gaetano La Montagna, la procedura per la parte finita nell’alveo è ormai alle battute finali e l’intenzione è avviare i lavori il prima possibile.
Solo una settimana fa l’intera operazione appariva ancora bloccata, dopo le diverse revisioni richieste ai piani presentati. Il nuovo aggiornamento chiarisce però che non c’è stata una bocciatura complessiva: lo stallo resta limitato alla parte della passerella ancora attaccata al ponte.
Per rimuovere i tre tronconi sospesi, intervento di competenza della Provincia di Cremona, la Procura ha chiesto ulteriori integrazioni. Sarà probabilmente necessario utilizzare una gru, ma occorre individuare una modalità che non danneggi il viadotto e non ne comprometta la sicurezza. Fino alla conclusione di queste verifiche non sarà possibile fissare l’inizio dei lavori.
Tecnici e forze dell’ordine hanno continuato a effettuare sopralluoghi nell’area. La vicenda avrà conseguenze anche sui tempi della ciclovia VenTo, della quale la passerella costituiva un collegamento tra le due sponde. Dopo la rimozione completa dei resti sarà necessario progettare e realizzare una nuova struttura.