La riflessione di don Natale Grassi Scalvini

27a Domenica ordinaria anno B

La Parola: Gen 2,18-24 Sal 127 Eb 2,9-11 Mc 10,2-16:

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio». Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro.


Per noi di Sergnano, da una decina d’anni, quando andiamo a Crema in macchina, si pone spesso il dilemma se aspettare con calma il passaggio del treno o se deviare a destra per usufruire del sotto- passaggio vicino alla piscina. Naturalmente con un po’ di esperienza si impara a evitare il più possibile il dilemma, stando attendi a partire in determinati orari, ricordando i momenti più difficili o intasati. Insomma pian piano o presto presto, a seconda delle necessità e dell’ingegno, qualcosa si impara. A sentire il vangelo di oggi invece viene il sospetto che i nostri bravi apostoli, pur stando con Gesù notte e giorno, imparino davvero poco. Tutti noi ricordiamo bene la scena dell’altra domenica quando Gesù ha posto in mezzo un bambino e abbracciandolo lo ha indicato come esempio a tutti per essere davvero gli uni servi degli altri. Invece gli apostoli di fronte ai bambini presentati a Gesù ancora si arrabbiamo e cercano di allontanarli. Qualche maligno potrebbe pensare che i nostri cari apostoli, ben consapevoli della legge di Mosè, non erano molto d’accordo con l’ultimo insegnamento di Gesù, al punto di interrogarlo anche in privato, perché non sembrava loro una cosa bella. Ma Gesù non si rimangia proprio nulla e su questo argomento è mosto esplicito e categorico: l’uomo non separi ciò che Dio ha unito. Se proprio vogliamo discutere possiamo chiederci quante coppie siano state effettivamente unite da Dio e non piuttosto da mille altre motivazioni, a volte molto concrete e banali, per cui non si può sempre riconoscere con immediatezza la volontà di Dio in certe scelte umane. Il primo impegno della chiesa non deve essere quello della difesa della legge a tutti i costi, anche perché spesso le coppie chiedono il suo aiuto quando ormai il disastro è già avvenuto e il dialogo diventa quasi impossibile. Se l’aiuto di Dio non viene cercato subito, quando si presentano le prime difficoltà ed incomprensioni, è sempre più difficile aspettarsi un miracolo che riesca a sanare situazioni di disagio e contrapposizione tali da non lasciare più spazio a tentativi di riconciliazione ma soltanto a sforzi umani per cercare di farsi meno male possibile. L’intera comunità cristiana si deve sentire piuttosto impegnata nel sostenere il cammino di preparazione, che parte molto da lontano, appena dopo la cresima, perché i giovani riescano a scoprire e riconoscere il progetto di Dio nella loro vita e nelle loro scelte. Accogliere il regno come un bambino vuol dire innanzitutto proprio questo: riconoscere e accettare la volontà di Dio nella propria vita, valutando anche tutte le situazioni umane e materiali che fan parte della nostra realtà, ma con il coraggio e la fiducia che solo Dio conosce il nostro vero bene e a lui dobbiamo chiedere il dono dello Spirito Santo perché ci illumini e ci accompagni ogni giorno. Solo così saremo davvero suoi figli, i suoi bambini che attendono da lui una parola sicura e buona per la loro intera esistenza.

(Sul mio canale youtube trovate il video della riflessione: https://youtu.be/h6UrVm1-IyA )


Nella foto, don Natale Grassi Scalvini, autore della riflessione


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