La riflessione di don Natale Grassi Scalvini

Crema, 23 maggio 2021

Domenica di PENTECOSTE

La Parola: At 2,1-11 Sal 103 Gal 5,16-25 Gv 15,26-27; 16,12-15:

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Non sono ancora gli schiamazzi notturni tipici dell’estate, ma è bastato spostare il coprifuoco di un’ora e già si sentono fino a tardi voci di giovani in piazza. Non sono ancora un disturbo, anzi dopo mesi di silenzio, per l’inverno e per la chiusura anti pandemia, fa quasi piacere sentire un po’ di vita serale, quasi un segno di ritorno a quella normalità desiderata da tanti per sancire la fine del terrore sanitario che ci sta preoccupando da mesi. Anche per quanto riguarda la grande festa di Pentecoste e la rinnovata effusione dello Spirito, come sappiamo bene, si tratta, oggi come allora di essere attenti ai segni dello Spirito Santo, terza persona della Santissima Trinità, di cui possiamo certamente dire ben poco in maniera diretta ed esplicita. I segni più fisici e concreti che sono ricordati nella prima lettura che racconta, all’inizio del libro degli Atti degli Apostoli gli eventi di quella prima Pentecoste li conosciamo bene e sappiamo del loro significato e valore simbolico. Ben più impegnativo è il segno che Gesù stesso ci affida nelle parole del vangelo, pronunciate durante l’ultima cena e quindi con un valore concreto di testamento spirituale. Solo lo Spirito infatti permetterà ai suoi discepoli, quelli della prima ora come quelli che li seguiranno nei secoli successivi fino a noi, di giungere alla verità tutta intera, quella verità che, non dimentichiamo, ha lasciato senza parole anche Pilato nel momento cruciale del suo incontro con Gesù. Quella domanda risuona nei secoli e la risposta per noi credenti è sempre quella: la verità è la testimonianza dello Spirito che ci guida alla fede e alla vita d’amore dedicata ai fratelli secondo l’esempio e il comando che ci ha dato Gesù. La verità di cui parla il Maestro infatti non è solo quella che riguarda la sincerità dei nostri rapporti quotidiani con i nostri fratelli, che sarebbe già gran bella cosa se fosse davvero una nostra preoccupazione quotidiana per migliorare sempre più la serenità e bellezza della vita comunitaria, vivendo anche in questo il suo esempio, con un parlare sempre schietto e sincero verso tutti. Ma Gesù punta più in alto e ci invita a riflettere sulla verità e profondità del nostro rapporto con Dio e quindi ad interrogarci su come la nostra vita lasci trasparire a tutti quell’indicibile rapporto di fede e amore che ciascuno di noi ha con Dio Padre perché la nostra vita sia davvero piena e significativa ai suoi occhi e per tutti i nostri fratelli. La nostra attenzione a riconoscere anche oggi i segni della presenza dello Spirito Santo nel mondo e in noi deve diventare al più presto consapevolezza che ciascuno dei credenti in Cristo diventa fonte zampillante dello Spirito con segni concreti di fede, speranza e carità. La ripresa generale dopo i mesi bui della pandemia, si deve tradurre subito nella rinnovata presenza ai momenti comunitari di preghiera e celebrazione. Ma ancor di più nell’impegno ad allargare al più presto il servizio, mai mancato in questi mesi da parte della nostra caritas, a favore di quanti hanno necessità concrete. Sia spirituali, perché toccati negli affetti più cari dalla malattia o perché costretti a rinunciare troppo a lungo delle ordinarie occasioni di socialità e rapporti con gli altri. Ma ancor di più per le necessità materiali dovute alle conseguenze sociali ed economiche di lunghi mesi di chiusura delle attività. Insomma lo Spirito attende segni concreti da parte dei fedeli per essere sempre più accolto con verità dai tanti che ancora dubitano dell’amore di Dio destinato a tutti gli uomini.

(Sul mio canale youtube trovate il video della riflessione: https://youtu.be/o9ekHHyzRsY ) 


Nella foto, don Natale Grassi Scalvini, autore della riflessione


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