La riflessione di don Natale Grassi Scalvini

Crema, 11 aprile 2021

2ª Domenica di Pasqua anno B       

 

La Parola:     At 4,32-35  Sal 117  1Gv 5,1-6  Gv 20,19-31

 

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

Mercoledì scorso, in quanto affetto da una patologia cronica come il diabete, mi hanno invitato a ricevere il vaccino anti covid, e nei tre minuti di attesa del mio turno ho potuto leggere sul foglietto informativo che mi avrebbero iniettato anche pochi milligrammi di questa sostanza: (4-idrossibutil) azanediil) bis(esano-6,1-diil) bis(2-esildecanoato) (ALC-0315). E visto che già avevo letto il vangelo di questa domenica ho proprio pensato che aveva ragione Gesù: Beati quelli che pur non avendo visto crederanno. In effetti sembra davvero più facile la fede di Tommaso nella risurrezione di Gesù che la nostra verso un medicinale con un nome simile. Evidentemente a noi comuni mortali mancano gli strumenti per poter valutare la composizione di certi medicinali, e in tre minuti non ce la farebbe neanche mia nipote Francesca che pure ha un dottorato di ricerca in biochimica, ma ugualmente non abbiamo neanche i parametri per poter parlare con cognizione di causa della risurrezione di Gesù. E come per i vaccini dobbiamo guardare i segni efficaci, e quindi notare come effettivamente i contagi stiano calando, così per avere conferme attendibili sulla risurrezione di Cristo non possiamo sperare di poter mettere le mani nel costato come Tommaso, ma dobbiamo guardare ai segni di questo evento unico e meraviglioso, nella vita e nella storia degli uomini. Ma il punto cruciale non è neanche quello di studiare e confrontare nei secoli le opere di tanti uomini e donne, che ora chiamiamo Santi e Sante, anche se loro hanno sicuramente realizzato cose meravigliose nelle loro vite e nel loro tempo per il bene dell’umanità. Il vero snodo decisivo è quello di poter riconoscere anche nelle nostre vite la realizzazione delle opere buone e quindi meravigliose che il Signore Gesù ha predisposto perché noi le praticassimo. Inoltre l’aspetto più bello di questo nostro compito è che sicuramente non vi possono essere effetti negativi collaterali del nostro fare il bene. Non dobbiamo temere nulla, anzi sappiamo che anche quando non ricevessimo subito segni di riconoscenza o gratitudine per le opere buone compiute, nulla andrà perduto e certamente riceveremo dal Signore una adeguata ricompensa, una misura pigiata scossa e traboccante ci sarà data per il bene che abbiamo distribuito. In fondo non è poi tanto difficile testimoniare la realtà della risurrezione di Cristo. Non siamo chiamati a dimostrare scientificamente come sia successo, ma semplicemente ci basta confermare questo evento con i segni concreti dell’amore, nella nostra disponibilità virtuosa a compiere il bene verso tutti i nostri fratelli. Mi sembra davvero una ben piccola cosa e praticabile da tutti, dunque non perdiamo tempo e viviamo subito da risorti in Cristo, destinati alla vita eterna con lui.   

 

(Sul mio canale youtube trovate il video della riflessione:   https://youtu.be/eVxwmo7i-zY )


Nella foto, don Natale Grassi Scalvini, autore della riflessione


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