Crema, 05 aprile 2026

Pasqua, gli auguri dei vescovi di Crema e Cremona


"Celebrando Pasqua, i cristiani annunciano che Gesù di Nazaret, il crocifisso, è vivo: Cristo è risorto – sì, è davvero risorto!, secondo lo scambio di auguri pasquali caratteristico dei cristiani d’Oriente.

La risurrezione, per i cristiani, rappresenta il definitivo di Dio: il detto a Gesù («Tu sei il mio Figlio!»: cf. Atti 13,33), e il che Dio dice al mondo in Gesù (cf. 2Corinzi 1,20): proclamazione della vittoria della vita sulla morte, del perdono sul peccato, della misericordia sulla vendetta e sulla sopraffazione, della pace sul­la guerra e sulla violenza.

I cristiani credono a questo di Dio, che ha il volto concreto di quell’uomo, di Gesù di Nazaret: di lui, che si è lasciato condurre alla croce non per il gusto della sofferenza, ma per rendere visibile all’estremo il desiderio appassionato di Dio per la vita piena, la vita eterna dell’uomo in una creazione rinnovata, nei «cieli nuovi e terra nuova», inaugurati dalla risurrezione.

Riconoscere e accogliere nella fede il pasquale, il di Dio a Gesù Cristo e in Gesù Cristo, significa, però, riconoscere e accogliere anche i no che derivano dal­la fede pasquale. Si tratta, in definitiva, di un solo no: quello al peccato – paro­la che forse preferiamo evitare, se non fosse che il peccato è davanti a noi conti­nuamente: nel susseguirsi delle violenze e delle guerre, nel cinismo, nel modo pre­datorio di intendere la vita, nella bestemmia del nome di Dio usato per copri­re soprusi e aberrazioni, nel disprezzo per la vita innocente, nell’avidità senza li­miti, nella menzogna eretta a sistema, nella sopraffazione di chi è debole e indife­so e forse anche nell’avvilimento di chi non sa più quali speranze nutrire…

Il peccato lo abbiamo davanti sempre, ma non basta condannarlo negli altri. La Pasqua è festa di perdono che invita ad accogliere in noi stessi, prima di tutto, la possibilità di una vita nuova, del no al peccato per vivere nella libertà, nella gioia, nella pace dei figli di Dio, in modo che il pasquale possa irradiarsi in tutti e in tutta la realtà.

Lasciamoci raggiungere da questo , per voltare una volta per tutte le spalle al male e vivere come donne e uomini della Pasqua, nella letizia e nella pace di Cristo risorto.

Buona Pasqua!


Daniele Gianotti, vescovo di Crema



"Papa Leone XIV ci ha fatto una bella sorpresa. Quest’anno, manda i suoi primi auguri da Vescovo di Roma successore di Pietro utilizzando una bella immagine dalla cattedrale di Cremona: l’affresco della risurrezione del Signore che Bernardino Gatti dipinse nel ‘500 sulla controfacciata. Sul retro dell’immaginetta, che sta viaggiando in tutto il mondo, c’è scritto in diverse lingue: “Il Signore della vita era morto ma ora, vivo, trionfa. Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto. Tu, Re vittorioso, abbi pietà di noi” (parole tratte dalla sequenza di Pasqua).

Grazie, papa Leone, per questi tuoi auguri dai “colori cremonesi” che vogliamo raccogliere e condividere con tutto il cuore.

Un piccolo particolare è curioso: nell’affresco uno dei soldati ha sullo scudo il muso di un leone. E noi oggi abbiamo Leone come guida sicura da seguire sulle tracce del Risorto, vincitore del peccato e della morte.

Mi viene in mente un altro Leone, il fraticello fedele compagno di san Francesco, di cui celebriamo gli 800 anni dalla morte, che chiamiamo con fede e affetto “transito” da questo mondo al cielo dei Santi. Un anno fa, all’indomani della Pasqua, anche papa Francesco viveva il suo transito, e ben presto la Chiesa ha imparato ad amare il suo amico e successore, Leone.

Come si succedono le stagioni, c’è sempre una primavera che risveglia le nostre speranze, anche in un tempo complicato e violento come quello che stiamo attraversando. E con la primavera arriva la Pasqua, festa del Risorto, Lui che è penetrato nelle viscere della terra malata per guarirla dai semi di morte che il peccato vi ha nascosto.

Il creato vibra, regala germogli di vita ed esplode di bellezza, nonostante noi che troppo consumiamo, inquiniamo, distruggiamo. Benedicendo chi intraprende nuove strade, di rispetto e cura della casa comune, e perciò di giustizia e di pace.

Sono stupendi i doni che la Chiesa ci offre a Pasqua: parole e segni traboccanti di vita, di risurrezione, da gustare e tramandare, perché anche gli uomini e le donne di domani possano godere la vita fraterna nel medesimo giardino, non facendone una tomba ma una fonte di vita, di energia, di futuro. Una casa accogliente per tutti, specie i più poveri e fragili. È ciò che san Francesco ha imparato da Gesù, adorato in silenzio davanti alla Croce, riconosciuto nella carne dei lebbrosi che ha imparato persino a baciare, fino a portare le Sue stesse piaghe gloriose.

Queste realtà umane e spirituali sono risorse decisive per un cambio di mentalità e di vita. Nel segno del Vangelo, la cui potenza umile è sfidata dalle prepotenze oggi così di moda. È il Vangelo della vita, del perdono, della risurrezione, che i giovani hanno il diritto di veder palpitare credibilmente nelle nostre comunità. Cominciando da ciascuno di noi, da quelli che si riuniscono nel nome di Gesù e imparano a vedere il mondo con i suoi occhi, e toccare le persone con un po’ del suo stesso amore.

Auguro a tutti i fratelli e le sorelle del nostro bel popolo di vivere così questa Pasqua, con Francesco e con Leone, nel creato e sulle strade, con una ritrovata gioia delle piccole cose, con lo stupore di un bambino, nello spirito delle Beatitudini.


+Antonio Napolioni, vescovo di Cremona