Crema News - Se una vita costa trenta denari... Domenica delle Palme

Cremasco, 29 marzo 2026

Domenica delle Palme anno A

 La Parola: ​Is 50,4-7  Sal 21 Fil 2,6-11 Mt 26,14- 27,66:

 Dal Vangelo secondo Matteo ​​Mt. 27,1-10

 … Venuto il mattino, tutti i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù per farlo morire. Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore Pilato. Allora Giuda – colui che lo tradì –, vedendo che Gesù era stato condannato, preso dal rimorso, riportò le trenta monete d’argento ai capi dei sacerdoti e agli anziani, dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «A noi che importa? Pensaci tu!». Egli allora, gettate le monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi. I capi dei sacerdoti, raccolte le monete, dissero: «Non è lecito metterle nel tesoro, perché sono prezzo di sangue». Tenuto consiglio, comprarono con esse il “Campo del vasaio” per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu chiamato “Campo di sangue” fino al giorno d’oggi. Allora si compì quanto era stato detto per mezzo del profeta Geremia: «E presero trenta monete d’argento, il prezzo di colui che a tal prezzo fu valutato dai figli d’Israele, e le diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore». …

Parola del Signore.

 

(Don Natale Grassi Scalvini) Abbiamo ripreso mercoledì scorso le escursioni in montagna, iniziando come sempre con una visita ai colli piacentini secondo uno schema che si ripete ormai da alcuni anni nel programma preparato nelle lunghe sere invernali cercando percorsi sul computer. 

Quando ritroviamo schemi conosciuti ci sentiamo sempre un po’ rincuorati pensando di non avere più sorprese. Cerchiamo di non affrontare con questa sicumera la settimana appena iniziata e specialmente il racconto della passione di Gesù che pure conosciamo molto bene. Penso che tutti ci ricordiamo come nei primi capitoli l’evangelista ripete continuamente, fin troppo rispetto agli altri evangelisti, il ritornello che tutto avvenne perché si compisse la parola dei profeti, anche quando ci sembra che l’applicazione delle profezie sia un po’ forzata. Giunto alla passione del Signore Gesù, quando potrebbe trovare tanti riferimenti espliciti nelle parole dei profeti, questa espressione, anche a cercarla bene, la troviamo una sola volta, riferita a Giuda e alla sua opera di tradimento del Maestro per trenta denari. Oltretutto si potrebbe trovare una citazione simile anche nel libro della Genesi, quando Giuseppe viene venduto per denaro dai suoi fratelli, dove il riferimento è ancora più esplicito alla valutazione data dal popolo giudeo al loro fratello e Signore Gesù. 

Non affanniamoci però a cercare il motivo di questo comportamento di Matteo; teniamo comunque conto che l’unica citazione delle profezie esplicitamente riportata ricorda un aspetto tremendo degli eventi riguardanti la passione di Gesù: gli avvenimenti tragici eppur salvifici per tutti gli uomini, sono costati la misera somma di trenta monete d’argento. Ma per noi quanto vale Gesù? Riusciremmo ancora a valutarlo solo in base al bene materiale, soldi o benessere, che la sua presenza al nostro fianco può farci guadagnare? Saremmo davvero meschini e tremendamente superficiali se il nostro rapporto con Gesù e il Padre fosse legato solo ai benefici materiali che speriamo di ottenere da loro.

Eppure dobbiamo ammettere che molti, anche tra di noi, son pronti a mandare in crisi la propria fede se Dio non risponde prontamente alle loro richieste o permette che accadano disastri e sofferenze immeritate magari ai più deboli e innocenti. 

Dobbiamo riconoscere che la passione di Gesù mette sempre alla prova le fondamenta del nostro credo portandoci a riflettere innanzitutto sulla volontà del Padre che per amore nostro è pronto a dare il Figlio suo e ancora di più sulla decisione di Gesù che, solo per obbedienza e non certo per la nostra bontà o perché ce lo meritiamo, è disposto a offrire la propria vita per i peccatori. Lo scandalo della croce continua a interpellare gli uomini di ogni tempo e non siamo mai abbastanza pronti a riconoscere la gratuità dell’amore di Dio, Padre e Figlio e Spirito, per tutti gli esseri umani. E il fatto che il valore eterno dell’amore di Dio rimanga fissato sul taccuino della storia alla banale cifra di trenta denari deve continuamente scuotere la nostra coscienza e la nostra pigrizia. Innanzitutto nell’impegno a non ridurre il nostro rapporto con il Signore a un semplice accordo commerciale, come se potessimo comprare il suo amore con le nostre cose, ma soprattutto con lo sforzo quotidiano di ricambiare un poco il suo amore infinito condividendo i nostri beni materiali con i fratelli più bisognosi perché impariamo a servirci anche della disonesta ricchezza per costruire un mondo più giusto e attento al progetto d’amore della Santissima Trinità.