Vailate, 31 agosto 2022
"Temo seriamente di dover lasciare a casa i miei dipendenti e addirittura di dover vendere la mia attività".
Lo dice Paolo Carioni Barbieri, 43 anni di Vailate, pasticcere da 30 che sette anni fa ha coronato il sogno della sua vita aprendo una pasticceria in proprio a Vailate, La dolce vita, ma adesso ha l'incubo di dover chiudere. Perché il caro energia lo sta uccidendo.
Il pasticcere, che domattina riapre dopo quattro giorni di ferie in montagna, prima di partire ha esposto un cartello nel quale chiede scusa ai clienti, li invita a fare gli ordini per tempo e si giustifica dicendo che deve ridurre il personale perché non avrà di che pagarli, viste le esorbitanti bollette che gli stanno arrivando. Ed espone due bollette a paragone: quella dell'agosto dello scorso anno, che ammonta a 1474,06 euro e quella dello stesso mese ma di quest'anno che arriva a 5939,01 euro.
"Ho chiesto di poter rateizzare gli importi dovuti, ma non mi è stato concesso. Allora ho preso una decisione: la rateizzazione me la faccio io su misura, pagando quel che avanza, perché prima saldo i miei quattro dipendenti e con quel che resta pago le bollette. Farò così fino a dicembre. A fine anno faccio i conti e vediamo: se le cose non cambiano sarò costretto a licenziare e a vendere il locale e tornare alle dipendenze".
Domattina La dolce vita apre di nuovo, ma con il cuore in gola, perché titolare e dipendenti sanno che comincia il conto alla rovescia e se non cambia nulla, prima avranno un orario di lavoro ridotto e poi, se la cosa non funziona ancora, da gennaio tutti si dovranno cercare un nuovo posto di lavoro.
Nelle foto, la pasticceria e i cartelli esposti dal proprietario, Paolo Carioni Barbieri