Crema, 06 marzo 2026
(Dario Dolci) “Se l’operazione non fosse così costosa, avremmo già demolito tutto per recuperare l’area”.
L’affermazione è di Alessandro Bani, commissario liquidatore della Fondazione Charis, che da 13 anni (dalla messa in liquidazione volontaria del 18 febbrao 2013) sta tentando di vendere la ex scuola di Cl ai Sabbioni.
“Qualche mese fa – afferma Bani – c’era stato l’ennesimo intetressamento ma, come nei casi precedenti, la cosa non ha poi avuto seguito. Quello che ho potuto fare è stata la messa in sicurezza dell’edificio, in particolare del piano alto, dove mancavano le barriere protettive".
Come noto, nel cantiere i cui lavori di erano interrotti nel 201,0 entrano alcuni senzatetto, aprendosi dei varchi nella recinzione, sul fronte sud. Tutto questo, noncuranti del fatto che il rudere di quello che la Fondazione Charis avrebbe voluto fosse un campus scolastico faraonico da 35 milioni di euro, nella bella stagione è ormai diventato il regno delle zanzare. Oltre che di ratti e bisce. La parte che avrebbe dovuto ospitare l’auditorium è infatti sommersa da un paio di metri d’acqua stagnante, piena di pesci e di zanzare, appunto.
La ex scuola è suddivisa in quattro lotti. Il primo ha una superficie di 2283,50 metri quadrati, il secondo di 4592,50, il terzo di 3735,70 e il quarto di 3805,58. Troppi per un acquisto in blocco. Ma recuperarne uno e lasciare gli altri nello stato attuale non avrebbe senso. Ed è appunto questo che blocca eventuali acquirenti, nonostante ormai il prezzo sia da saldo.
Al momento della messa in liquidazione era stato stimato un valore complessivo di 7,8 milioni di euro. Oggi, con una trattativa privata col liquidatore si può pattuire la cifra. Abbattere, però, costerebbe circa un milione e mezzo.