Dal territorio, 29 gennaio 2026

(Annalisa Andreini)  Giornata della Memoria: diverse le iniziative sul territorio che hanno coinvolto i giovani, anche oltre le commemorazioni ufficiali.

Crema

Tra le iniziative cittadine, curate dal Centro di ricerca Alfredo Galmozzi, in collaborazione con l’assessorato alle politiche giovanili, dopo il discorso del sindaco Fabio Bergamaschi e la deposizione della corona di alloro in piazza Istria e Dalmazia, grande riscontro ha avuto l’incontro pensato per gli studenti del Liceo Racchetti di Crema.

Nella sala ricevimenti è stato proiettato un elaborato del 2002 del Liceo Classico Racchetti della famiglia Pesaro, ospitata a Farinate( frazione di Capralba) durante la fuga, dopo le leggi razziali del 1938.


Ripalta Cremasca 

La scuola di Ripalta Cremasca e l’amministrazione comunale hanno scelto di commemorare il Giorno della Memoria attraverso un percorso autentico e partecipato all’interno della palestra comunale, andando oltre le celebrazioni formali. 

È stato realizzato un copione diviso in sezioni per ricordare le fasi salienti del dramma dell’Olocausto e si è pensato di coinvolgere direttamente i ragazzi, rendendoli protagonisti di un’esperienza costruita da loro. Non un film nè una presentazione preconfezionata ma un laboratorio che consente di comprendere e tramandare la memoria.

Al termine del percorso-laboratorio, grazie alla partecipazione del Parco del Serio, è stato piantumato un albero, simbolo di resilienza, di vita che continua e di memoria che non si spegne. 


Chieve

L’amministrazione comunale, guidata da Orietta Berti, ha deciso di ricordare il 27 gennaio insieme ai giovani, per scegliere da quale parte stare: della libertà umana, della libertà e del rispetto.

All’interno del teatro dell’oratorio sono intervenuti all’incontro gli studenti Thomas Cremonesi, Manuel Ricci e Daniele Pancotti, coadiuvati dai consiglieri comunali Giovanni Cremonesi e Laura Bonizzi. 

Si è parlato dei treni della morte, della storia dei fratelli Cervi, del campione di ciclismo Gino Bartali e della vicenda che ha riguardato lo spinese Gianfranco Bruschi, testimone dell’uccisione del padre per rappresaglia durante la ritirata dei tedeschi. 

“Abbiamo deciso di dare voce ai giovani perché la memoria non può restare ferma nei libri o nelle commemorazioni ufficiali” ha dichiarato la prima cittadina.