
Dal territorio, 29 agosto 2025
(Annalisa Andreini) Al via i programmi di screening in Regione Lombardia per la prevenzione oncologica.
Anche per l’anno 2026 la Regione conferma la prevenzione oncologica per il tumore della mammella, cervice uterina, colon retto e prostata.
Ma diverse saranno le integrazioni e le modifiche descritte in una delibera di giunta appena approvata, su proposta di Guido Bertolaso, assessore al welfare.
Obiettivo: ridurre i tempi di attesa e soprattutto aumentare la attuale copertura di almeno il 70 % della popolazione target.
La sfida sarà quella di incrementare la risposta soprattutto nei giovani adulti.
Proseguirà lo screening per il tumore alla cervice uterina: Pap Test ogni tre anni per le donne tra i 25 e i 29 anni e Hpv test ogni cinque anni tra i 30 e i 64 anni. In aggiunta però potranno aderire agli screening le donne che negli anni passati non hanno mai partecipato, che verranno richiamate con solleciti personalizzati.
Per gli uomini dai 50 ai 54 anni invece continua la campagna di sperimentazione per il tumore alla prostata iniziata nel 2024, che prevede questionario iniziale seguiti dal dosaggio del Psa e dalla visita urologica e con la possibilità di estendere il programma anche al 2027.
Lo screening per il tumore al colon retto è rivolto a uomini e donne dai 50 ai 74 anni con l’esame del sangue occulto fecale ogni due anni. In caso di positività è prevista la colonscopia gratuita. La novità del 2016 è legata all’ampliamento dei punti di distribuzione, e relative consegne dei kit, con il coinvolgimento di sempre più farmacie e centri prelievi.
Il programma di screening mammografico è rivolto a tutte le donne dai 45 ai 74 anni( annuale dai 45 ai 49 e biennale tra i 50 e i 74) e anche per il 2026 è ribadita l’estensione fino ai 74 anni.
È anche in programma l’ampliamento dei centri senologici.
Tutti gli screening sono gratuiti e per ciascuno viene recapitato l’invito personalizzato presso il proprio domicilio.
Altro aspetto importante: in caso di positività agli screening le prestazioni di secondo livello non hanno liste di attesa e sono gestite dai centri di screening.