Lo striscione apparso sulla cancellata della scuola di Credera
Credera, 14 maggio 2026
Mancano i bambini, l'istituzione della classe prima è a rischio e qui a Crederea qualcuno protesta. Lo fa con un grande striscione dove sottolinea come i bambini non sono numeri. Ma le norme sì. E la norma dice che se non ci sono 15 iscritti, la classe prima non si fa.
In questa situazione c'è anche la classe prima del vicino paese di Casaletto Ceredano dove, a fronte di una scuola nuovissima, ci sono solo 14 iscritti. Ne manca dunque uno solo. E non c'è la classe prima da due anni neppure a Camisano, dove i bambini vengono portati a Sergnano. Non ci sarebbe neppure a Casaletto Vaprio, dove in prima ci sono 13 iscritti. "Noi riteniamo che la classe prima verrà istituita - dice convinta la sindaco Ilaria Dioli - perché non abbiamo ricevuto comunicazioni diverse. Nel senso che se ci fosse stata la sua soppressione il provveditore agli studi avrebbe dovuto comunicarcelo".
Tuttavia c'è un fatto: il provveditore agli studi della provincia di Cremona... non c'è. Infatti Imerio Chiappa ha lasciato l'incarico lo scorso 22 aprile e al momento non è ancora stato sostituito.
Vista la situazione che è carente in almeno quattro comuni del cremasco e rischia di diventare una consuetudine anche in altri, il sindaco di Casaletto Ceredano, Aldo Casorati ha investito del problema Area omogenea, chiedendo che l'organismo cremasco si faccia portavoce del peana dei primi cittadini dei piccoli paesi e chiede al ministero dell'istruzione di portare il numero minimo di bambini per istituire la classe prima da 15 a 10. In questo modo ci si salverebbe nonostante la continua discesa delle nascite che colpisce anche la nostra provincia (ogni anno si batte il record negativo di nascite nel nostro ospedale, dove si è passati da oltre mille di una decina di anni fa a meno di 700 dello scorso anno).
E intanto che si attende la nomina del nuovo provveditore di Cremona e le sue decisioni, non resta che esporre cartelli.