Il compleanno di Romano Fiorentini
Capralba, 26 gennaio 2026
(Annalisa Andreini) Romano Fiorentini: 90 anni di storia e di racconti.
Ha spento 90 candeline ieri, domenica, Romano Fiorentini, capralbese doc da tre generazioni( papà, nonno e bisnonno).
E ha festeggiato questo traguardo, che tanto desiderava, con una grande festa, circondato dai suoi famigliari, a cui è molto legato.
Un uomo brillante e ancora in gamba Romano, sotto ogni punto di vista, un esempio per tanti.
Sovente lo si può incontrare a passeggiare lungo le vie del paese oppure in bicicletta (per questa, per la verità, sta aspettando l’arrivo della primavera, rivela sorridendo).
Mente ancora ben salda, tanto da gestire un profilo social ma, come ci tiene a sottolineare, sempre con il massimo rispetto verso tutti. Spesso Romano pubblica anche delle belle immagini della natura e del paesaggio di campagna, che lo circondano: “Sono stato catechista per vent’anni - racconta - ho frequentato l’oratorio e sono stato sempre molto attento a non urtare le persone”.
Qual era il suo lavoro?
“Ho fatto l’impiegato perché a Capralba, ai miei tempi, non c’era nulla. E quindi andavo sempre in giro alla ricerca di lavoro, soprattutto a Milano ( he raggiungevo in treno), dove non era facile trovare un posto per chi non avesse la residenza. Ho seguito alcuni cantieri edili milanesi e anche la costruzione della diga per un’azienda elettrica bresciana, sull’Adamello.
Si partiva presto e si tornava tardi la sera.
Sapevo i miei limiti ma anche i miei talenti. Anche se si ha un solo talento bisogna saperlo sfruttare. A Milano, in uno studio di un professionista, ho imparato a scrivere in modo corretto e questo mi è rimasto”.
La sua passione?
“L’elettronica: avevo 22 anni quando seguivo la scuola Radio Elettra e da lì mi sono sempre appassionato a studiare la radio e la televisione. Una passione che mantengo tuttora”.
È stato anche sindaco di Capralba
“Sì, ho vissuto anche questa esperienza, molto impegnativa, dal ‘75 all’80 e, in quei cinque anni, ho lavorato con impegno e ho sempre risposto di sì a tutti i cittadini, nonostante le difficoltà e le tante problematiche riscontrate perché a quei tempi la regione Lombardia aveva introdotto tante nuove leggi. Non ho mai posto la mia persona davanti agli altri”.
Il ricordo più bello dei suoi 90 anni?
“Sicuramente la mia famiglia, che mi è sempre vicino.
Con Rosetta, mia moglie, venuta a mancare 23 anni fa, pur avendo caratteri diversi siamo sempre andati avanti con lo stesso pensiero”.
Ha vissuto anche la guerra
“Sì, la mia generazione ha visto tutto. La storia moderna è passata di fronte ai nostri occhi. Ricordo la guerra e anche il dopoguerra, un periodo molto duro: i parenti milanesi che abbiamo ospitato qui in campagna, noi bambini che ci spostavamo verso la frazione di Campisico. Capralba è stata molto colpita dai bombardamenti, avendo la stazione. In tempo di guerra ognuno si arrangia da solo. Ed è per questo che c’è da augurarsi di non entrare mai più in guerra”.
Cosa ne pensa della società attuale?
“Il clima familiare, che per la nostra generazione era tutto, va pian piano perdendosi. La cattiveria c’è sempre stata, ma quello che ora mi dispiace è vedere molta indifferenza nelle persone.
Altra riflessione: non c’è più autorità: né il capo famiglia né il sindaco né il parroco hanno l’autorità di un tempo. Così, oggi, ognuno crede di essere lui l’autorità e, quando si perde l’autorità, si perde la ragione”.