Immagine esemplificativa
Soncino, 05 maggio 2026
(Andrea Biraghi) Il messaggio era urgente: un bonifico da 1480 euro sarebbe partito dal conto e, per bloccarlo, bisognava chiamare subito un numero indicato nell’sms. In realtà era una truffa.
A ricevere l’sms è stata una pensionata, finita nel mirino di un raggiro costruito su uno schema ormai ricorrente: creare allarme, spingere la vittima a telefonare e poi tenerla sotto pressione fino a ottenere informazioni personali, codici o movimenti di denaro.
La donna ha chiamato il recapito indicato nel messaggio. Si trattava di un numero privato che, da una verifica online, risultava associato anche ad annunci in lingua russa. Durante la telefonata, il presunto operatore ha cercato di rendere la situazione ancora più credibile e minacciosa, parlando di verifiche interne e di possibili interventi delle forze dell’ordine.
Il raggiro però non è andato a segno. Con l’aiuto dei parenti, la pensionata ha interrotto la procedura e si è rivolta agli sportelli delle Poste, dove è stato chiarito che dal conto non era partito alcun bonifico.
Il caso conferma il rischio dei messaggi di phishing, soprattutto quando arrivano con toni allarmanti e chiedono di agire subito. La regola resta semplice: non chiamare i numeri contenuti negli sms sospetti, non comunicare codici o dati personali e verificare sempre attraverso i canali ufficiali della banca o delle Poste.