Crema, 23 marzo 2026
(III) Questa rubrica nasce per portare benessere nella vita di tutti: piccoli spunti pratici che si leggono in un minuto e subito applicabili.
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Domanda del lettore
“Mi accorgo che sono molto duro con me stesso. Mi critico spesso, anche per cose piccole. È utile per migliorare o mi sto facendo del male?”
Risposta
Dipende da come lo fai.
L’autocritica, in sé, non è un problema.
È uno strumento.
Il punto è che molte persone non la usano per crescere, ma per attaccarsi.
E la differenza è enorme.
Dentro ognuno di noi c’è un dialogo continuo.
Una voce che commenta, giudica, interpreta quello che facciamo.
Quella voce può essere un alleato.
Oppure il peggior sabotatore.
Quando l’autocritica è utile:
ti aiuta a vedere con lucidità cosa migliorare
ti orienta all’azione
ti dà indicazioni concrete
rimane focalizzata sul comportamento, non sulla persona
Quando diventa dannosa:
è generica (“non valgo”, “non sono capace”)
è ripetitiva
non porta soluzioni
colpisce l’identità, non le azioni
In questo caso non è più autocritica.
È autosvalutazione.
E nel tempo consuma energia mentale, abbassa la fiducia e blocca l’azione.
C’è un errore molto diffuso:
pensare che essere duri con sé stessi aiuti a migliorare.
In realtà accade il contrario.
Quando la mente si sente sotto attacco, entra in difesa.
Si irrigidisce, evita, procrastina.
Non cresce.
Il miglioramento nasce da una base diversa:
chiarezza + responsabilità + rispetto verso sé stessi.
Puoi dirti:
“Questo non ha funzionato, cosa posso fare meglio?”
oppure:
“Sei sempre il solito.”
La situazione è la stessa.
L’effetto, completamente diverso.
Cosa cambia concretamente?
Aumenta la fiducia in te stesso
Migliora la capacità di reagire agli errori
Riduce il blocco e la procrastinazione
Aumenta l’energia mentale disponibile
Rende più efficace qualsiasi percorso di crescita
Un esercizio semplice (ma potente)
Per un giorno, osserva il tuo dialogo interno.
Ogni volta che fai un errore o qualcosa non va:
fermati un attimo
e riscrivi mentalmente la frase che ti diresti
Da:
“Non sono capace”
A:
“Questa cosa non è andata, cosa posso cambiare?”
Non stai addolcendo la realtà.
Stai rendendo il tuo cervello più efficace.
Ripetilo per qualche giorno.
Ti accorgerai che cambia il modo in cui reagisci, non solo quello che pensi.
Una domanda per te
Se iniziassi a parlarti come parleresti a una persona a cui tieni…
quanto cambierebbe il tuo modo di affrontare le difficoltà?
Il benessere non dipende solo da quello che vivi.
Dipende da come ti parli mentre lo vivi.
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