Crema News - Chi mi ama mi segua Don Natale Grassi Scalvini

Crema, 10 maggio 2026

VI Domenica di Pasqua anno A

La Parola: ​At 8,5-8.14-17; Sal 65; 1Pt 3,15-18; Gv 14,15-21

Dal Vangelo secondo Giovanni ​Gv 14,15-21

 

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».

Parola del Signore.

 

(Don Natale Grassi Scalvini) Anche ieri sera non son riuscito a trattenermi e, facendo un po’ il saputello, ho cercato di spiegare, in una classe di catechismo, l’etimologia di un termine per loro consueto ‘Messa’, ma di cui sono ovviamente impreparati a coglierne le origini storiche. Ugualmente faccio fatica di solito a convincerli a ribaltare la frittata per quanto riguarda la S. Messa nel giorno di domenica. Non riescono subito a capire infatti che la domenica è festa non perché bisogna andare a messa ma, al contrario, poiché i cristiani ricordano nella messa della domenica la Risurrezione di Cristo allora si fa festa per permettere a tutti di partecipare.

Nelle parole di Gesù di oggi, sempre prese dal suo testamento durante l’ultima cena, c’è in effetti una specie di ribaltamento per cui alla fine non si sa bene cosa venga prima e cosa dopo. Da una parte infatti inizia il discorso dicendo che se lo amiamo allora la conseguenza è che dobbiamo mettere in pratica i suoi comandamenti. Però dopo pochi momenti ci dice che se mettiamo in pratica i suoi comandamenti allora vuol dire che lo amiamo.

La domanda che possiamo porci quindi è: dobbiamo prima amare Gesù o prima dobbiamo osservare i suoi comandamenti. Ovviamente la risposta è scontata anche perché sappiamo tutti bene che i suoi comandamenti si riassumono proprio nel comandamento dell’amore, quindi amare Gesù e osservare il comandamento dell’amore sono la stessa cosa, non c’è un prima o un dopo. Però Gesù stesso è consapevole che tutto dipende dalla scelta personale di ciascuno di noi.

Lui, la sua parte, quella cioè di amarci sempre e tutti fino alla fine, fino a dare la sua vita in croce per noi, l’ha compiuta fino in fondo e senza riserve. Ma quando parla a noi, conoscendo il nostro animo e la nostra debole volontà, incomincia il discorso sull’amore con una piccola parolina ma molto significativa: SE… 

Davvero il Signore Gesù, nonostante gli sia costato parecchio darci il suo esempio di amore, tuttavia non vuole obbligarci, ci lascia sempre liberi e anche nel suo testamento dice chiaramente che tutto può succedere sole SE noi accettiamo questa sua offerta e la proposta concreta di seguirlo non solo a parole ma anche nel mettere in pratica ogni giorno i suoi insegnamenti e i suoi esempi. 

Potremmo quasi dire che Gesù perfeziona l’antico detto che recitava ‘volere è potere’ in un più evangelico ‘volere è amare’. A noi spetta solo la scelta decisiva di accettare e riconoscere l’amore di Gesù per noi e di ricambiarlo con le azioni concrete di ogni giorno cercando davvero di amare i nostri fratelli con la stessa sua misura, secondo il suo ultimo e più grande comandamento di amarci gli uni gli altri come lui ci ha amato. Cominciamo naturalmente con la frequentazione di Gesù e dei suoi sacramenti in modo da poter davvero essere chiamati suoi amici e da sentire queste parole non come un messaggio lontano e forse fin troppo esigente per le nostre povere abitudini piene di egoismo e debolezze. Sono parole dette ancora oggi a tutti noi che non vogliamo segnare solo delle presenze occasionali e distratte alla mensa del suo corpo, ma diventare e vivere da veri amici e corresponsabili della sua opera di amore che spetta a noi adesso diffondere in tutto il mondo cominciando dai fratelli a noi più vicini.