Soncino, 14 giugno 2026
(Gianluca Maestri) Inaugurata ieri, nell’ex filanda, la terza edizione della Biennale di Cremona.
Nella suggestiva cornice della sala-mostre del complesso di via Cattaneo è l’arte contemporanea a farla da padrona con opere di pittura, scultura, fotografia e arte digitale che rimarranno esposte al pubblico sino al 19 giugno. L’evento è organizzato dal critico d’arte Antonio Castellana con la collaborazione della Pro Loco, rappresentata per l’occasione da Beppe Cavalli, e con il patrocinio del comune.
Consegnati ieri anche i premi assegnati dalla giuria formata dal presidente Alfonso Restivo, dal critico d’arte Giada Eva Elisa Tarantino e dallo stesso Antonio Castellana. I vincitori di questa terza edizione della biennale di Cremona sono Giorgio Lupano, di Vercelli, Ornella De Rosa, di Franciacorta (Brescia), Daniela Porro, della provincia di Como, Carla Pogliano, di Varese, e Pasquale Franzé, di Reggio Calabria.
Premio della critica a Patrizia Feltrini, di Treviso; premio alla carriera a Sandro Calloni, di Falconara Marittima (Ancona); premio Città di Cremona a Susanna Gatto, di Mestre; premio dell’Eccellenza Artistica a Tiziana Guerra, di Nova Milanese.
La cerimonia di consegna dei riconoscimenti è stata allietata dalle note del violino di Alessandro Puzannkov.
Così Roberta Tosetti, consigliere comunale appena rieletta e referente della riconfermata amministrazione del sindaco Gabriele Gallina per l’arte e la cultura: “Un evento molto significativo e molto importante per la nostra città, che è una città d’arte che ha dato i natali a Piero Manzoni, e nella quale vivono ed operano tanti artisti e tanti artisti hanno esposto nei nostri splendidi luoghi e nelle nostre splendide sale. Questi 45 artisti dialogano coi nostri spazi e danno un valore aggiunto al nostro patrimonio culturale”.
Nel contesto di questa giornata inaugurale tanti applausi anche per un’altra artista soncinese, Cisky, al secolo Francesca Guarneri, autrice di una performance di body art dal titolo Le Gabbie Invisibili, ispirata alle costrizioni della mente, con la modella Yasmine Kaur. Un contrasto cromatico fortissimo fra una base total black su cui scorrono linee pulite in oro antico esprimono il concetto artistico di quest’opera: trasformare le cicatrici dorate nel simbolo della rinascita, del valore interiore e della libertà dell’identità.