Crema News - Dal territorio - Un anno tra furti e violenze

Lodi, 24 gennaio 2025

(Andrea Biraghi) La provincia di Lodi si colloca a metà della classifica nazionale dell’Indice della criminalità elaborato dal Il Sole 24 Ore sui dati del Ministero dell’Interno. Nel 2024 nel Lodigiano sono state registrate oltre 7.100 denunce, pari a 3.087 reati ogni 100mila abitanti.

Un dato che non colloca il territorio tra le aree più critiche del Paese, ma che consente di leggere nel dettaglio quali reati incidono maggiormente.

Entrando nel merito delle tipologie di reato, a pesare di più sono i furti, che nel corso dell’anno hanno raggiunto circa 2.522 denunce. Seguono i danneggiamenti, con 1.202 casi, un numero che colloca la provincia su livelli significativi per questa tipologia.

Rilevante anche il dato sulle lesioni dolose, con 301 denunce registrate nel 2024. Si tratta di episodi che comprendono aggressioni e risse, spesso legate a contesti di conflittualità urbana. Più contenuti, ma comunque presenti, i numeri relativi alle estorsioni, che ammontano a 47 casi.

Per quanto riguarda le truffe e le frodi informatiche, Lodi si posiziona in una fascia intermedia della graduatoria nazionale, mentre i reati legati agli stupefacenti contano 54 denunce complessive. Decisamente marginale, invece, il capitolo degli incendi, con appena 4 episodi denunciati nell’intero anno.

I numeri, però, non raccontano tutto: accanto ai dati complessivi pesa anche la percezione di una violenza più visibile, fatta di episodi che colpiscono l’opinione pubblica e contribuiscono ad alimentare un senso diffuso di insicurezza.

Il confronto con Milano, che guida la classifica nazionale della criminalità, aiuta a contestualizzare i numeri. Nel capoluogo lombardo il tasso supera infatti le 6.950 denunce ogni 100mila abitanti, più del doppio rispetto a Lodi. Una distanza netta, che mostra come il Lodigiano si mantenga su livelli decisamente più contenuti rispetto alla grande area metropolitana, pur condividendone in parte alcune dinamiche.

Nel quadro regionale, Lodi si colloca quindi in una fascia intermedia, lontana dai picchi di Milano ma non esente da fenomeni di criminalità diffusa. I dati invitano a una lettura equilibrata: nessun allarme generalizzato, ma la necessità di mantenere alta l’attenzione su prevenzione, presidio del territorio e politiche di sicurezza urbana.