Il municipio di Rivolta e, nel riquadro, Daniele Cantarini
Rivolta d’Adda, 24 gennaio 2026
(Gianluca Maestri) “Meglio tardi che mai”.
Così il circolo rivoltano del Pd commenta le dimissioni del sindaco Giovanni Sgroi, medico in pensione, dal maggio scorso agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale su alcune pazienti.
“Finalmente dopo otto mesi sono arrivate le dimissioni del sindaco Sgroi. Dimissioni che pongono fine ad una brutta pagina per il paese e a una fase di grave difficoltà istituzionale ed amministrativa per il comune” dichiara il segretario Dem locale Daniele Cantarini che aggiunge: “Meglio tardi che mai. Il nostro circolo ha chiesto ripetutamente le dimissioni non solo del sindaco Sgroi nel corso di questi mesi ma anche di tutta l’amministrazione. La prima richiesta formale risale al 28 maggio 2025”.
“Finalmente –prosegue Cantarini– la vicenda giudiziaria che vede Giovanni Sgroi accusato di violenza sessuale si scollega dalla vita amministrativa del comune di Rivolta d’Adda. Abbiamo davanti un compito importante: ricostruire una comunità profondamente scossa da questa vicenda e restituire dignità a Rivolta d’Adda. Per questo confidiamo che nei prossimi mesi possano essere celebrate nuove elezioni comunali e che si possa insediare una nuova amministrazione, capace di lasciarsi alle spalle questa terribile pagina e cinque anni di governo di centrodestra che giudichiamo fallimentari. Noi ci siamo e siamo pronti a fare la nostra parte”.
Sulla vicenda interviene anche il Coordinatore del Partito Democratico del Cremasco, Daniele Qalliaj: “Dopo otto mesi di impossibilità a svolgere il proprio incarico, le dimissioni del sindaco Sgroi rappresentano un atto necessario, seppur tardivo. La comunità di Rivolta d’Adda merita un’amministrazione pienamente funzionante guidata da un sindaco eletto direttamente dalla cittadinanza. Con l’apertura del percorso per il ritorno alle urne, questo potrà finalmente avvenire”.