Crema, 05 giugno 2026
(Dario Dolci) “Il ponte di via Cadorna chiude, la giunta fallisce, il sindaco Fabio Bergamaschi si dimetta”.
La sintesi è del consigliere della Lega Andrea Bergamaschini, che riassume in parte anche i commenti delle altre forze di opposizione.
“Quando sono in gioco l’incolumità e la sicurezza di chi transita, ogni decisione tecnica va rispettata e sostenuta. Il problema non è la chiusura di oggi, ma i dieci anni che ci hanno portato a questo punto. Tra rinvii, cambi di progetto, annunci e continue revisioni delle tempistiche, il ponte ha continuato a deteriorarsi e oggi si paga il prezzo di una gestione che ha preferito rinviare anziché decidere”. Bergamaschini mette in evidenza ciò che lui considera un fatto gravissimo: “La relazione acquisita dal comune il 6 maggio confermava già l’aggravamento delle condizioni strutturali e la necessità di una verifica specifica della transitabilità. Perché si è atteso un mese prima di arrivare alla situazione odierna? Soltanto giovedì scorso è stato conferito l’incarico per la verifica alla stessa società che aveva redatto il progetto esecutivo. I tecnici hanno effettuato una prima valutazione cautelativa raccomandando la chiusura immediata del ponte. Per completare gli approfondimenti necessari serviranno almeno 40 giorni. Se al termine la pericolosità fosse confermata, per quanto tempo resterebbe chiuso il ponte?”.
Ma non è tutto: “A dicembre, i ritardi erano stati motivati anche dalla necessità di approfondire la situazione della pila centrale. Oggi emerge invece che quella verifica verrà effettuata al termine dei lavori . Una circostanza che rende ancora più incomprensibili i continui rinvii accumulati negli anni. Intanto, non esiste una strategia credibile per gestire il traffico. Per rispetto dei cittadini, il sindaco dovrebbe prendere atto del fallimento della propria amministrazione e rassegnare le dimissioni”.
Più stringato ma egualmente critico il commento di Simone Beretta (Noi Moderati): “Qualche ingegnere diceva che il ponte era sicuro. Qualche altro ha detto che deve essere chiuso perché pericolante. Ci dicevano che era monitorato ogni secondo e invece in un secondo è diventato insicuro perfino per pedoni e ciclisti. Finora questo pasticcio è stato pagato soltanto dall’ex assessore Luca Giossi, l’unico incolpevole”.
Giovanni De Grazia, Paolo Patrini, Emanuela Schiavini e Giuseppe Torrisi di FdI aggiungono: “Già alla fine di marzo, avevamo chiesto rassicurazioni in merito al transito in sicurezza sul ponte, senza avere alcun riscontro. Ora, dalla sera alla mattina, si decide la chiusura per almeno 40 giorni per una verifica della transitabilità. Bergamaschi è stato per 10 anni assessore ai Lavori Pubblici, poi, da sindaco, ha rimosso il suo successore Giossi sostituendolo con Giorgio Pagliari. Risultato: esplosione dei costi da 850mila a 5,2 milioni di euro, lavori sempre rinviati e ora chiusura del ponte per un periodo indefinito, senza che esista un piano alternativo per la viabilità. Le dimissioni potrebbero essere una via d’uscita per Bergamaschi, ma non le auspichiamo né le chiediamo: sarebbe una soluzione troppo facile”.
Critico anche il commento di Ilaria Chiodo (Lista Borghetti): “La chiusura cautelativa del ponte evidenzia una mancanza di pianificazione e trasparenza che non può più essere tollerata. Una criticità così profonda e preoccupante non si crea dall’oggi al domani, ma è il frutto di anni di mancati interventi di riqualificazione e di manutenzione straordinaria. O il processo di monitoraggio era precedentemente inadeguato o si è voluto per parecchio tempo ignorare i segnali di pericolo che emergevano, probabilmente nella speranza di non dover chiudere il ponte prima delle prossime elezioni amministrative. Bergamaschi amministra da 14 anni e ha continuato a rimandare l’avvio dei lavori, cosa che ha fatto lievitare i costi. È fondamentale che venga finalmente fornito un cronoprogramma dettagliato, che indichi le fasi di lavoro, le tempistiche e le risorse necessarie, per garantire che l'intervento di riqualificazione venga realmente portato a termine in modo tempestivo”.